Gribaudo (PD): “in Piemonte centri commerciali pieni e banchi vuoti: non ha senso!”

"Molti studi stanno evidenziando come la chiusura delle scuole metterà a rischio il futuro di intere generazioni. Perché allora ricercare a tutti i costi una riapertura e lasciare indietro gli studenti? L'istruzione non vale meno dello shopping delle feste natalizie. Mi auguro che la Regione rifletta e riapra pienamente le scuole medie come consentito dal governo in zona arancione"

La parlamentare cuneese del Partito Democratico, Chiara Gribaudo, attacca duramente la Regione Piemonte e la sua decisione di non far rientrare domani a scuola gli alunni di 2ª e 3ª media, cosa che sarebbe possibile visto il passaggio della nostra regione dall’area rossa a quella arancione.

“Giusto tre giorni dopo che il Presidente Cirio è andato a farsi fotografare con Anita – scrive su facebook il deputato dem –  la studentessa di Torino in protesta contro la DAD, il Piemonte è tornato in zona arancione che significa che tutti i negozi sono aperti e possono esserlo anche le scuole medie. Ma lo stesso Cirio ha deciso che i bambini di seconda e terza media domani non torneranno in classe e continueranno con la DAD”.

Una decisione che l’onorevole Gribaudo ritiene tutt’altro che condivisibile: “credo che questa sia una scelta grave che sacrifica colpevolmente migliaia di bambine e bambini, un sacrificio che si allarga alle loro famiglie. Una scelta che dimostra come l’emergenza in Piemonte continui ad essere gestita soprattutto con la propaganda. Molti studi stanno evidenziando come la chiusura delle scuole metterà a rischio il futuro di intere generazioni. Perché allora ricercare a tutti i costi una riapertura e lasciare indietro gli studenti? L’istruzione non vale meno dello shopping delle feste natalizie”.

La parlamentare cuneese auspica da Palazzo Lascaris arrivi presto un ripensamento: “mi auguro che la Regione rifletta e riapra pienamente le scuole medie come consentito dal governo in zona arancione. Tutte le cautele contro questi virus sono necessarie, ma non ha davvero senso avere centri commerciali pieni e banchi vuoti. E non si possono prendere in giro così ragazze e ragazzi preoccupati per il loro futuro, scendendo in piazza con loro per poi negargli di tornare a scuola. Altrimenti quella solidarietà era solo una bugia buona per le telecamere”.