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È nato il Comitato Pro Parco Fluviale di Fossano

I rappresentanti di oltre 40 associazioni cittadine hanno aderito all’iniziativa per richiedere al Comune di Fossano di sottoscrivere la convenzione con il “Parco Naturale Gesso e Stura”.

Nei giorni scorsi è nato il “Comitato Pro Parco Fluviale”. L’idea, nata da alcune persone si è subito sviluppata attraverso videoconferenze, espandendosi a macchia d’olio e comportando l’adesione di una cinquantina di associazioni cittadine, operanti nei settori più disparati: da quelle sportive e naturalistiche, a quelle culturali e artistiche. Il Comitato si propone di far aderire l’area naturale limitrofa alla città al “Parco Naturale Gesso e Stura” in modo che sia tutelata e valorizzata al meglio. Oltre alle decine di associazioni, va segnalato anche l’alto numero di privati cittadini a cui sta a cuore la questione.

Come la stampa locale ha più volte segnalato, ai sensi della legge regionale n° 11 del 27 marzo 2019, Fossano fa già parte del “Parco Naturale Gesso Stura” ma la convenzione non è ancora stata ratificata dal Comune, forse per le perplessità in merito alla gestione del Parco, in quanto, essendo una riserva naturale a gestione locale, sin dal 2007 la legge regionale sulle aree protette, l’ha assegnata al Comune di Cuneo. Il “Comitato Pro Parco fluviale” spera vivamente che queste controversie possano essere appianate in tempi brevi per poter accedere ai finanziamenti.

Il territorio del Parco attualmente si estende su quattordici comuni: Rittana, Roccasparvera, Roccavione Borgo San Dalmazzo, Cervasca, Vignolo, Cuneo, Castelletto Stura, Centallo, Montanera, Sant’Albano Stura, Trinità, Fossano e Salmour per circa 70 km di fiume con una larghezza media di un km e 5.500 ettari di territorio. A capo dell’Assemblea dei Sindaci che presiede l’ente attualmente c’è il sindaco di Roccasparvera, Manuel Guerra. L’enorme numero di adesioni al Comitato è un evidente sintomo del legame che i fossanesi hanno con il fiume che passa a poche centinaia di metri da Fossano, in una valle scavata nel corso di centinaia di migliaia di anni dalla Stura di Demonte.

Ma a che cosa potrebbe servire alla cittadinanza un fiume che corre a poche centinaia di metri dal centro cittadino? Gli esempi di città europee che hanno saputo valorizzare le sponde non antropizzate del loro corso d’acqua non mancano. Il più vicino a noi è Cuneo dove, nel corso degli ultimi venti anni nella zona della piscina sono state realizzate opere quali la bellissima “casa del Fiume”, diventata un centro per l’educazione ambientale e la principale struttura del Parco Naturale Gesso e Stura per la realizzazione di attività didattiche e formative.

Oltre a questa attività educativa, le sponde di un fiume si prestano ad essere percorse da tracciati di lunghezza e impegno diversi destinati agli escursionisti, agli atleti, ai ciclisti e anche a specifici percorsi per le persone con disabilità. Ma le sponde fossanesi della Stura (tanto studiate da Federico Sacco) possiedono caratteristiche uniche che potrebbero essere sfruttate non solo per fini sportivi, ma anche a fini turistici. Nel 2016, casualmente, è stata scoperta nell’alveo e lungo le sponde del fiume (nei pressi del ponte di San Lazzaro) un deposito di foresta fossile che, uno studio scientifico del Politecnico di Torino, data a circa 4 milioni di anni fa, identificando il sito paleontologico quale la più antica foresta fossile italiana risalente al Pliocene inferiore. In tal senso è allo studio la realizzazione di una nuova Riserva Naturale, coincidente appunto con l’area in cui si estende la foresta fossile di Fossano.

Il “Comitato Pro Parco fluviale”, sulla base di questi e altri riscontri che renderebbero lunga la trattazione, ritiene quindi più che giustificata la richiesta al Comune di Fossano di risolvere gli ultimi problemi e di formalizzare al più presto la sottoscrizione con il “Parco Naturale Gesso e Stura” per partecipare a progetti e accedere a fondi che potrebbero essere disponibili nell’immediato futuro e con questi valorizzare le sponde fossanesi della Stura.

E’ intenzione del “Comitato Pro Parco fluviale” incontrare l’Amministrazione Comunale e collaborare, evitando ogni strumentalizzazione di parte, per ascoltare e proporre idee per l’utilizzo, la salvaguardia e la valorizzazione del Parco.

Non potendo, a causa delle restrizioni imposte dal vigente DPCM 3.11.2020, riunirsi in presenza per costituire formalmente il Comitato, si è concordato di dare vita ad un “Comitato Provvisorio Pro Parco fluviale”.