Coldiretti Cuneo: la scuola di pastorizia piace, avanti con il rilancio della montagna e dell’allevamento ovicaprino foto

Ottimo debutto per l’unica Scuola di Pastorizia d’Italia, che ha appena concluso il primo modulo di lezioni. Sono già aperte le iscrizioni al secondo ciclo formativo che partirà in primavera

C’è chi ha scelto di cambiare vita per dedicarsi alla produzione di gustosi formaggi a Km zero e chi è deciso a dare solide basi al sogno imprenditoriale di sempre. Ci sono giovanissimi che, pur non avendo una formazione specifica, intendono sviluppare un progetto d’impresa ad indirizzo ovicaprino, e meno giovani con esperienze già maturate in agricoltura che pensano di specializzarsi nell’allevamento di capre o pecore.

Sono gli studenti – provenienti da ogni angolo del Piemonte, oltre che dalla Valle d’Aosta, dalla Liguria, dalla Toscana e dal Lazio – della prima Scuola di Pastorizia d’Italia, promossa da Coldiretti Piemonte e dal Comune di Paroldo con il sostegno della Fondazione CRC, che ha concluso con successo il primo modulo formativo da 105 ore.

Il programma appena terminato, messo a punto dall’Ente di formazione di Coldiretti INIPA Nord-Ovest, si è concentrato sulla conoscenza delle razze ovicaprine, sulla gestione di capre e pecore e sulla trasformazione del latte in prodotti caseari ad alto valore aggiunto, tra lezioni pratiche all’Istituto lattiero-caseario di Moretta, lezioni in azienda a diretto contatto con gli animali e lezioni teoriche svoltesi a Paroldo e, nell’ultima fase, a distanza con qualificati esperti e docenti dell’Università degli Studi di Torino.

Oggi – spiega Coldiretti Cuneo – sono una quarantina i tipi di formaggio prodotti sul nostro territorio con latte ovino e/o caprino, in purezza oppure miscelato con latte vaccino, dai formaggi a marchio come il Murazzano DOP prodotto in Alta Langa ai tanti prodotti non a marchio, custodi di antiche tradizioni e caratteristiche organolettiche che ne fanno prodotti unici. Prodotti da tutelare al pari delle razze ovicaprine storicamente allevate sulle nostre colline e montagne, dalla pecora delle Langhe alla Sambucana, dalla Garessina alla Frabosana, baluardi di biodiversità.

Secondo le elaborazioni di Coldiretti Cuneo su dati della Banca Dati Nazionale, nell’ultimo decennio è quasi raddoppiato nella Granda il numero di capi ovicaprini ma è rimasto stabile il numero degli allevamenti, circa 2.700, segno che sono aumentate le dimensioni medie delle singole greggi.

“Crescono gli allevamenti di grandi dimensioni e stanziali mentre assistiamo alla scomparsa della pastorizia di tipo estensivo, basata sulla transumanza, sull’alpeggio o sul pascolo in prossimità dell’azienda. Per questo, con la Scuola di Pastorizia, abbiamo deciso di promuovere concretamente il recupero delle attività pastorali anche nelle aree collinari e montane, dove la pastorizia è portatrice di valore sociale, economico, storico e ambientale” dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.

“Con la Scuola di Pastorizia lanciamo un segnale di speranza e fiducia per la ripresa dell’economia agricola in mesi particolarmente difficili, ponendoci obiettivi ambiziosi: la creazione di nuove opportunità professionali, la riscoperta delle attività allevatoriali nelle aree a rischio abbandono, il presidio e la conservazione di ecosistemi unici” sottolinea Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo.

Il prossimo modulo formativo, da 105 ore, partirà nella primavera 2021 e verterà sulle tecniche per gestire al meglio i pascoli e il benessere delle greggi e sulla trasformazione della carne in prodotti ad alto valore aggiunto. Vi potrà partecipare anche chi non ha seguito il modulo che si è appena concluso: per maggiori informazioni si contatti Coldiretti Cuneo al numero 0171 447240.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it