Boves restituisce imposte a fasce deboli: diventano bonus da spendere in città

L'assessore al Bilancio Fabio Climaci: "L'obiettivo è duplice: da un lato essere vicini ed aiutare le famiglie più bisognose e, dall'altro, sostenere le imprese locali in questo gravissimo momento di difficoltà causato dall'emergenza sanitaria".

Boves. L’amministrazione comunale ha rinnovato l’accordo con le organizzazioni sindacali (CGIL e Uil, “nessuno è presente per la CISL” si legge nel verbale dell’incontro avvenuto nello scorso mese di ottobre) e con le relative organizzazioni dei pensionati in virtù del quale anche quest’anno l’addizionale comunale IRPEF e la TARI (imposta sui rifiuti) verranno restituite alle fasce più deboli della popolazione.

Possono accedere al beneficio, ed ottenere così la restituzione delle imposte comunali versate nel 2019, coloro i quali hanno un ISEE sino a 21.000 euro (se reddito prodotto esclusivamente da lavoro dipendente, assimilato a pensione) o sino a 22.000 euro (nel caso siano nuclei familiari monocomposti con reddito da lavoro dipendente, assimilato a pensione).

I rimborsi saranno corrisposti nel limite dello stanziamento del Comune di Boves (10.000 euro) ai cittadini che presenteranno domanda su apposito modulo e con modello ISEE allegato tra novembre e dicembre di quest’anno. Per ottenere il rimborso occorre inoltre essere in regola con i versamenti di tutte le somme a qualunque titolo dovute al Comune di Boves.

La particolarità di questo tipo di restituzione risiede nel fatto che il rimborso verrà erogato sotto forma di un bonus equivalente alla cifra corrispondente versata da spendere esclusivamente in attività e negozi operanti a Boves. “In questo modo viene immediatamente garantita la ricaduta positiva sull’economia locale del provvedimento – commenta Fabio Climaci, assessore al Bilancio del Comune di Boves. – L’obiettivo è infatti duplice: da un lato essere vicini ed aiutare le famiglie più bisognose e, dall’altro, sostenere le imprese locali in questo gravissimo momento di difficoltà causato dall’emergenza sanitaria”.