Alberto Cirio a Porta a Porta: “Italia nel caos, servono ristori veloci e lo stop alle tasse”

Il governatore del Piemonte ha sottolineato: "Se noi dobbiamo chiedere ai nostri operatori economici di dimostrare che danno hanno avuto, rischiamo davvero di metterci in un meccanismo che ritarda i tempi di erogazione"

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, è intervenuto su Rai Uno in occasione della puntata di “Porta a Porta” andata in onda nella serata di martedì 10 novembre. In collegamento con lo studio di Bruno Vespa, il governatore è stato sollecitato, ça va sans dire, sull’emergenza pandemica e sulle zone rosse.

La confusione regna sovrana – ha asserito Cirio –. I medici danno la colpa agli ospedali e gli ospedali ai medici, le Regioni al Governo e il Governo alle Regioni, le maggioranze alle opposizioni e viceversa. In questo modo non se ne esce, serve soltanto un grande senso di responsabilità”.

Secondo il presidente, “il problema non è del Piemonte o della Lombardia, è un problema del Paese. Non è il momento della polemica, occorre lavorare assieme: solo così ne usciamo, lasciando da parte i sassolini, evitando di puntare il dito o di girarsi indietro e farsi venire il torcicollo per vedere di chi è la colpa”.

Alla buona volontà, però, devono corrispondere anche adeguati ristori ai settori più colpiti dal DPCM: “Se noi dobbiamo chiedere ai nostri operatori economici di dimostrare che danno hanno avuto, rischiamo davvero di metterci in un meccanismo che ritarda i tempi. In Piemonte io ho dato nella prima fase 130 milioni di euro a oltre 70mila aziende chiuse durante il lockdown con risorse nostre in meno di un mese. Servono velocità e semplicità nell’erogare i finanziamenti. Dobbiamo poi eliminare la tassazione per il 2020 e il 2021 per chi non lavora, perché questi sono gli unici elementi davvero chiari a cui il cittadino, l’operatore economico, può credere concretamente”.