“Abbassiamo i ricoveri”: Icardi mette a sistema i processi di cura a casa in Piemonte

Troppa pressione sugli ospedali, potenziato il protocollo. Il primo incontro di verifica e monitoraggio dell'accordo è previsto tra dieci giorni

“Raggiunta l’intesa sull’assistenza domiciliare”: a riferirlo è l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, attraverso un post diramato via Facebook.

Un obiettivo perseguito con forza dal diretto interessato e dall’intera Giunta piemontese nelle ultime settimane, vista e considerata la pressione che grava sugli ospedali in seguito alla nuova ondata di contagi da Coronavirus. “Potenziamo e mettiamo a sistema i processi di cura domiciliare che abbiamo via via implementato dalla scorsa primavera ad oggi, con l’intento di evitare che la situazione dei ricoveri delle persone che possono essere curate a domicilio, così come delle degenze prolungate oltre l’effettiva necessità clinica, determini una consistente occupazione di posti letto e l’impossibilità di erogare assistenza a chi versa in condizioni più gravi e con altre patologie di maggiore complessità”, ha affermato Icardi.

Quest’ultimo si è quindi detto grato ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e agli altri livelli professionali e istituzionali che hanno responsabilmente collaborato alla stesura dell’accordo per assicurare modalità di assistenza condivise e replicabili su tutto il territorio regionale. Il verbale d’intesa su ulteriori misure di contenimento Covid-19 e indicazioni operative sull’assistenza territoriale a livello domiciliare è stato approvato ieri pomeriggio tra la Regione Piemonte, la Direzione Sanità e Welfare, il Dipartimento interaziendale regionale malattie ed emergenze infettive (Dirmei), l’Unità di crisi covid-19 regionale, la Prefettura di Torino (anche per le altre prefetture del Piemonte), le Aziende sanitarie locali, le organizzazioni sindacali medici di medicina generale e pediatri libera scelta e gli ordini professionali”.

Cosa prevede l’accordo? Esso, di fatto, recepisce il protocollo di cure domiciliari che già esisteva, aggiornato, potenziato e ora sottoscritto da tutti gli attori istituzionali coinvolti nella presa in carico dei pazienti Covid a domicilio, tra Unità speciali di continuità assistenziale, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, riportando in dettaglio organizzazione, personale, sedi e dotazioni, tipologia di interventi per gestione dei pazienti Covid a domicilio, compiti del medico Usca, interazione tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, Usca e farmacie, oltre che gli aspetti specifici dell’integrazione tra territorio e ospedale (pronto soccorso, Radiologie, consulenze specifiche…)”.

Non solo: “La Regione Piemonte implementa la struttura dell’Unità di crisi Covid-19 con un’area riferita alla Medicina territoriale, alla domiciliarità e ai rapporti con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, impegnandosi ad aggiornare e monitorare il protocollo delle cure domiciliari, ad attivare uno specifico gruppo di lavoro tra i firmatari dell’intesa per dare piena attuazione alla funzionalità della piattaforma regionale Covid-19 e per monitorare le procedure di acquisizione di personale nell’ambito dell’area dell’assistenza primaria. La Prefettura di Torino, dal canto suo, assicura il raccordo con le competenti Autorità regionali in materia sanitaria e di Protezione Civile ed effettua il coordinamento con le altre Prefetture della Regione anche al fine di monitorare le situazioni a livello territoriale e domiciliare in ordine all’emergenza epidemiologica in atto.

Per ogni Azienda sanitaria locale e per ogni distretto sono state altresì individuate le specifiche figure di riferimento per i medici di medicina generale e per i pediatri di libera scelta. Gli ordini professionali e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta si impegneranno a sensibilizzare i colleghi ad attuare quanto previsto dall’intesa, collaborando altresì attivamente alla diffusione e al monitoraggio dell’implementazione del protocollo a ogni livello.

Il primo incontro di verifica e monitoraggio dell’accordo è previsto tra dieci giorni.