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“Stato di calamità per i castanicoltori”: l’appello di “Fare Quadrato” ai consiglieri regionali cuneesi

Si preannuncia un anno da dimenticare per i raccoglitori di castagne, in quanto, dopo l'alluvione, in molte zone del Cuneese si prevede il 70% in meno di prodotto

“Nel corso dei sopralluoghi effettuati presso i vari Comuni colpiti dall’alluvione di venerdì scorso siamo stati sollecitati da tanti produttori di castagne a richiedere lo stato di calamità naturale per il settore: si preannuncia, infatti, un anno da dimenticare per i raccoglitori di castagne, in quanto in molte zone del Cuneese si prevede il 70% in meno di prodotto.

Questo è il grido di denuncia che si leva dalle stanze di “Fare Quadrato”, l’associazione che riunisce i giovani amministratori della provincia di Cuneo.

“Dopo il vento forte dei giorni scorsi e la forte pioggia che ha fatto cadere al suolo gran parte dei ricci ancora verdi, molti alberi risultano praticamente spogli – spiegano dal sodalizio –. Rimane poi l’incognita dei prezzi di mercato: in un anno dove le aziende sono già state messe a dura prova dal Coronavirus, non ci si può permettere di avere ulteriori ammanchi”.

“Abbiamo già informato – concludono da ‘Fare Quadrato’ – il presidente e il vicepresidente della Regione, Alberto Cirio e Fabio Carosso, e siamo certi che i consiglieri regionali eletti in provincia di Cuneo non saranno insensibili al tema. Chiediamo loro di aiutarci a portare questa istanza nelle sedi opportune”.