Scontri a Torino per il nuovo DPCM, Cirio: “Delinquenti in azione, ma c’era anche una piazza di gente perbene che chiedeva aiuto”

Il governatore della Regione Piemonte ha dichiarato: "Abbiamo assistito a gesti da condannare con forza, però non scordiamoci che c'erano anche lavoratrici e lavoratori preoccupati per il loro futuro, che non hanno colpe. Noi siamo con loro e porteremo la loro rabbia all'attenzione del Governo, affinché modifichi il testo del decreto"

Non sono andate giù ad Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, le scene di violenza inaudita verificatesi nel centro di Torino durante la serata di ieri, lunedì 26 ottobre. Non sono andate giù perché una manifestazione nata con il solo intento di esternare sentimenti di terrore da parte di alcune categorie lavorative colpite a morte dal nuovo DPCM è stata invece permeata dal vandalismo di soggetti per i quali diviene oggettivamente arduo individuare un vocabolo privo di connotazioni dispregiative.

Alberto Cirio

Il governatore piemontese, in un filmato, ha provato ad analizzare la situazione: “Ieri sera a Torino c’erano due piazze – ha esordito –. Una di esse era fatta di gente perbene, di lavoratrici e lavoratori, di imprenditrici e di imprenditori, che urlavano legittimamente la loro rabbia, la loro paura, la loro preoccupazione. A quella stessa piazza noi abbiamo dato ascolto e promesso di fare nostre le loro preoccupazioni. Io stesso faccio mia la loro rabbia, per trasmetterla ancora una volta al Governo, a cui rivolgiamo l’invito a valutare le correzioni al nuovo DPCM che come Regioni, tutti insieme, abbiamo proposto. Ora come non mai, serve tanto buon senso per non uccidere alcune categorie economiche che hanno effettuato nei mesi scorsi investimenti per condurre le proprie attività in sicurezza”.

Poi, però vi era “un’altra piazza. Una piazza dove c’era qualche decina non di manifestanti, ma di delinquenti, di persone che hanno rotto, distrutto, spaccato, addirittura rubato dalle vetrine dei negozi. Quegli stessi negozi che oggi urlano la propria difficoltà. Non dobbiamo avere nessun tipo di comprensione nei loro confronti, servono unicamente punizioni esemplari. Il fatto più grave è che questi soggetti abbiano utilizzato le paure e le angosce reali delle persone e delle aziende come alibi per giustificare una violenza inaccettabile. Torino in alcune vie è stata letteralmente saccheggiata e noi dobbiamo condannare con forza questi gesti”.