Romanzo a staffetta: anche il liceo linguistico di Mondovì ne ha scritto un capitolo

Il progetto, ideato dallo scrittore di narrativa per ragazzi, Andrea Valente, in collaborazione con la Biblioteca 0-18 di Cuneo, si è concluso con la pubblicazione del volume "Tra libri e fughe, la mia infanzia derubata"

Un’iniziativa letteraria andata in scena durante il lockdown della scorsa primavera e che trova risonanza mediatica soltanto in queste ore: stiamo parlando del “romanzo a staffetta”, progetto ideato e organizzato dallo scrittore di narrativa per ragazzi, Andrea Valente, in collaborazione con la Biblioteca 0-18 di Cuneo, al quale hanno preso parte numerose scuole della Granda.

Fra i partecipanti vi è anche il liceo “Vasco-Beccaria-Govone” di Mondovì, rappresentato dall’allora classe 2^F del liceo linguistico, coordinata dalla professoressa Silvia Bertone.

Come spiegano dalla stessa scuola, “l’incipit – scritto da Valente – è quello di un romanzo ambientato nel cruciale 1938, anno della promulgazione delle leggi razziali nel nostro Paese; protagonista una bambina ebrea al primo giorno di scuola elementare. E poi, proprio mentre l’azione sta per avere il suo avvio, la narrazione si interrompe, per lasciare spazio, capitolo dopo capitolo, all’estro e alla fantasia delle varie classi delle diverse scuole che si avvicendano – a staffetta, appunto – per portare a termine il testo”.

Il capitolo scritto dai ragazzi della 2^F del liceo linguistico di Mondovì ha avuto il merito di introdurre un personaggio chiave, quale il dottor Carlo Angela, nonno del più noto Alberto della televisione, ricordato per avere salvato la vita, con coraggio e discrezione, a decine e decine di cittadini ebrei italiani, ingiustamente perseguitati.

“L’avventura della staffetta si è conclusa con un romanzo regolarmente rilegato e pubblicato, dal titolo ‘Tra libri e fughe, la mia infanzia derubata’ – aggiungono da Mondovì –. Per i liceali la soddisfazione di aver lasciato il proprio segno, nero su bianco, nella costruzione di una storia a più mani”.