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“Riapriremo solo quando il ponte Odasso sarà abbattuto”: il grido dei commercianti di Garessio foto

I negozianti della località valtanarina, dopo il flash mob silenzioso al quale hanno dato vita nelle scorse ore proprio sul ponte oggetto di discussione, chiedono anche aiuti economici a fondo perduto: "Stavolta rialzarsi è dura"

Tre alluvioni in 26 anni sono davvero troppo, per chiunque. E quando il Tanaro non esonda, spesso e volentieri tiene sotto scacco un intero paese, arrivando a pochissimi metri dalla strada nella zona di ponte Odasso.

Quello stesso ponte per cui ora il sindaco di Garessio, Ferruccio Fazio, ha ufficialmente richiesto l’abbattimento, interfacciandosi con la Regione Piemonte. Il sogno sarebbe quello di demolirlo nel giro di quindici giorni, ma a fare a pugni con la volontà del primo cittadino c’è la burocrazia e, soprattutto, serve il parere positivo della Sovrintendnza.

Tuttavia, non è soltanto Fazio a inseguire l’abbattimento del ponte: nelle scorse ore i commercianti dell’area si sono schierati, opportunamente distanziati fra loro, sulla sua superficie. Una sorta di flash mob silenzioso, accompagnato da un pensiero unanime: Riapriremo i nostri negozi soltanto quando il ponte sarà abbattuto.

“Non ha senso – spiegano – tornare operativi in una stagione nella quale il Tanaro potrebbe tranquillamente esondare un’altra volta. Alcuni di noi non hanno nemmeno più le vetrine e le saracinesche, questa volta rialzarsi è dura”.

Indispensabile, per dare nuova linfa al tessuto commerciale cittadino, un’iniezione di liquidità: Chiediamo aiuti economici per tutti noi, rigorosamente a fondo perduto. Solo così possiamo farcela”.