Nuovo DPCM il 25 ottobre? Boom di contagi, spostamenti non necessari a rischio. Speranza: “State a casa il più possibile”

Il ministro della Salute: "Lavoriamo giorno e notte per evitare il lockdown, ma i numeri dei prossimi giorni non sono scritti in cielo, dipendono dalle misure. Chiedo alle persone di fare uno sforzo per evitare uscite inutili"

“C’è bisogno nelle prossime ore di ridurre le occasioni di contagio, evitare uscite, spostamenti non necessari, e significa anche stare a casa il più possibile. Dobbiamo capire che ci sono attività essenziali che è giusto continuare e attività che ciascuno di noi può ritenere oggi meno indispensabili. Lavoriamo giorno e notte per evitare il lockdown, ma i numeri dei prossimi giorni non sono scritti in cielo, dipendono dalle misure. Chiedo alle persone di fare uno sforzo per evitare spostamenti inutili”.

Una premessa di questa natura, pervenuta peraltro in diretta televisiva su La7 da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, ben evidenzia lo scenario sempre più critico che va delineandosi in Italia in materia di emergenza Coronavirus.

Tanto che, a Palazzo Chigi, sono in corso le valutazioni per il nuovo DPCM, che potrebbe essere annunciato e firmato addirittura domenica 25 ottobre, ergo fra soli 4 giorni, con ulteriori misure restrittive da applicare sull’intero territorio nazionale.

Come scrive “La Repubblica”, il documento includerà interventi su palestre e piscine, limitazioni nei centri commerciali nei fine settimana (sulla scia del “modello Cirio”), ulteriori limitazioni al ribasso dell’orario di ristoranti e pub e nuovi obblighi per le Asl per Immuni. Ma non solo: la pressione sugli ospedali sta aumentando, così come la curva dei contagi sta salendo con troppa celerità e, mentre l’Europa sta pensando a restrizioni al limite del lockdown, l’Italia ragiona anche sulla scuola e sugli spostamenti tra regioni.

Per quanto concerne il primo aspetto, riferisce “La Stampa”, si pensa a ingressi e uscite dagli istituti diluiti nel corso della giornata, per gravare di meno sui mezzi pubblici. Questo, però, riguarda solo gli studenti delle secondarie di secondo grado, che potrebbero essere chiamati a entrare in classe non prima delle 10 o delle 11, così da alleggerire autobus e tram nelle ore di punta.

Sul secondo aspetto, relativo alle limitazioni in materia di spostamenti, va detto che il premier Giuseppe Conte vorrebbe evitare provvedimenti drastici, almeno in questo momento. L’ipotesi più probabile, fotografando la situazione attuale, porta a un coprifuoco dall’una di notte sino alle 5, come suggerito dagli esponenti del MoVimento 5 Stelle, mentre il PD si batte per anticipare il provvedimento alle 22 o al massimo alle 23 e per estenderlo sino alle 6.

L’alternativa, come detto, è il veto totale a qualsiasi spostamento non giustificato, eccezion fatta per quelli di natura lavorativa, scolastica e collegata alla salute, con possibile stop ai movimenti tra regioni, perlomeno in quei territori dove l’indice Rt è più elevato (e il Piemonte è fra questi). E, inevitabilmente, con il ritorno dell’autocertificazione. Questa, tuttavia, è una soluzione alla quale Conte non intende pensare. Almeno per il momento.