Maria Teresa Furci, dirigente dell’Ambito Territoriale di Cuneo : “La temuta ondata autunnale si è presentata puntuale”

"Il virus è riuscito ad entrare ugualmente a scuola. E i disagi che la gestione dei casi sta provocando, sono più complessi di quanto si possa immaginare"

Cuneo. Il nuovo Dcpm ha nuovamente apportato modifiche in ambito scolastico.

In merito abbiamo chiesto aMaria Teresa Furci dirigente dell’Ambito Territoriale di Cuneo, l’ex Provveditorato agli studi dall’aprile 2008, cosa e come cambiano le cose negli istituti della Granda.

“La temuta ondata autunnale si è presentata puntuale e tutti stiamo osservando il crescente diffondersi dei contagi. Le scuole si erano preparate per affrontare questa nuova emergenza e hanno programmato fin dalla scorsa primavera tutto ciò che sarebbe stato necessario attuare per gestire ogni situazione. Sono state sdoppiate le classi, creati nuovi ambienti, stilati protocolli, svolte attività di formazione, effettuati nuovi acquisti, gestite nuove modalità didattiche e organizzative. Sono state svolte innumerevoli riunioni di confronto e di coordinamento con gli enti locali, con le famiglie, con le ASL.”

Nonostante tutte le precauzioni. “Il virus però è riuscito ad entrare ugualmente a scuola. E i disagi che la gestione dei casi sta provocando, sono più complessi di quanto si possa immaginare. Se in una classe si verifica un caso positivo, tutta la classe va in quarantena per quattordici giorni e svolge didattica a distanza. Sembrerebbe facile, ma così non è. Se in quella classe sono transitati docenti e collaboratori scolastici, anche loro andranno in quarantena. Se un docente ha più classi, e il docente è in quarantena, come si gestisce la didattica in presenza per quelle classi? Alcuni docenti hanno fino a 9 classi (e i docenti di religione/alternativa fino a 18!).
Ad oggi, quello che maggiormente sta affaticando la gestione delle scuole sono le procedure ormai fuori controllo dei tracciamenti di contatto. Le scuole, insieme ai referenti delle ASL, hanno stilato, fin dal primo giorno di scuola, protocolli di comportamenti da attivare nelle diverse possibili situazioni di contagio a scuola; è stata creata una rete di referenti scolastici e sanitari, per diffondere con rapidità le informazioni e poter intervenire con immediatezza, ma le novità che si registrano ogni giorno e l’aumento esponenziale dei casi hanno ingolfato il sistema e i tempi di risposta sono sempre più ampi.”

Ruolo decisivo sicuramente hanno avuto anche i trasporti.I trasporti hanno sicuramente influito pesantemente sulla propagazione del contagio, così come le attività pomeridiane sportive e ricreative, perché lì è più difficile garantire il corretto distanziamento. E adesso, che è indispensabile dare un freno all’accelerata, è stato chiesto ancora una volta alla scuola di compiere un sacrificio, arrivando a ordinare la didattica a distanza per il 50% delle classi, a rotazione, dalla seconda alla quinta delle scuole secondarie. Questo per ridurre l’afflusso sui mezzi di trasporto. Non è sicuramente una soluzione giusta, perché penalizza i ragazzi nella la loro formazione, generando disuguaglianze che sarà difficile ripianare. Le scuole, comunque, hanno compreso la necessità e si sono, ancora una volta, riorganizzate prontamente per gestire la didattica integrata, con gli alunni sparsi tra classi in quarantena, classi in DAD e classi in presenza, docenti in video e docenti in presenza, con lavoratori fragili o in quarantena.”

Come prevede i prossimi mesi? “Cosa aspettarsi da questo inverno? La speranza che un vaccino possa finalmente sconfiggere questo virus è la sola luce in fondo al tunnel. Intanto noi atteniamoci all’osservanza di tutte le regole di comportamento imposte dall’OMS, dal nostro governo nazionale e regionale. Solo così “andrà tutto bene”!”