“Le scuole di Mondovì restino a Piazza”: i consiglieri di Centrodestra presentano una mozione

"Con questo documento vogliamo vederci chiaro. Il sindaco non tiene conto del lavoro svolto dalla commissione consiliare e propone soluzioni non concordate e di difficile attuazione: si stanno forse costruendo alibi per tornare all'ipotesi Altipiano?"

“Ricordato che la frana che ha lambito l’istituto alberghiero risale al 29 dicembre 2017, dopo quasi tre anni speravamo che si fosse finalmente individuato un percorso utile a dare una soluzione all’emergenza scuole di Mondovì. Tuttavia, così non sembra essere”.

A esordire così sono i consiglieri comunali di Centrodestra del capoluogo monregalese (Laura Barello, Guido Tealdi, Giampiero Caramello e Luciano D’Agostino), firmatari di una mozione tesa a vincolare l’amministrazione comunale al mantenimento delle scuole nel rione di Piazza.

“Siamo sempre stati convinti che le scuole debbano restare lì – proseguono –, che il recupero dei contenitori vuoti sia una priorità e che le scelte, se possibile, vadano concordate e condivise. Con questo spirito a luglio del 2019 abbiamo fatto un passo indietro e ritirato una mozione che impegnava il sindaco e l’amministrazione comunale a sostenere le nostre convinzioni. L’abbiamo fatto per lavorare tutti insieme in una commissione consigliare che a settembre di quest’anno ha terminato il suo compito. Ed è stato raggiunto un importante risultato: all’unanimità tutti consiglieri comunali hanno concordato sull’opportunità di mantenere le scuole superiori a Piazza e di riutilizzare fabbricati esistenti. In primis la ‘Cittadella’ e, in subordine, il padiglione ‘Gallo’ dell’ex-ospedale”.

Ma, allora, cos’è che stride? “Alcune recenti dichiarazioni del primo cittadino, Paolo Adriano – sottolineano i firmatari –: perché proporre di abbattere un fabbricato in ‘Cittadella’ quando la Sovrintendenza era stata chiara nel dire che non è possibile? Perché ipotizzare un nuovo fabbricato scolastico nel centro polisportivo dell’ASP, saltando a piè pari la soluzione ex-ospedale? Recuperare contenitori vuoti (che a Piazza sono storici e tutelati) vuol dire essere consapevoli che costerà di più che realizzare un fabbricato nuovo: continuare a dire che costa toppo significa che qualcuno ha già deciso di lasciarli al definitivo abbandono. Non vorremmo che nel lamentare (o meglio creare) problemi insormontabili per ogni prospettata soluzione si stia in realtà cercando di costruire alibi per tornare alla soluzione della nuova scuola all’Altipiano o, peggio ancora, di non fare nulla”.

Barello, Tealdi, Caramello e D’Agostino evidenziano ancora alcuni punti non chiari della vicenda: “Si inizia con la nuova scuola all’Altipiano, che in realtà il sindaco dichiara di non volere ma che va portata avanti lo stesso solo per non perdere 3,5 mln di euro di contributi (che fine avranno fatto?). Poi è la volta del recupero dell’ex-ospedale: subito si dice che non si può più fare perché costa troppo, poi che non si può intervenire perché il fabbricato si trova in zona franosa, poi perché è troppo piccolo (!), ma alla fine ci si ricrede (forse) e viene scelto dalla commissione consiliare come una delle possibili soluzioni. E come dimenticarsi, inoltre, del padiglione dell’alberghiero: dopo la frana, prima si dichiara che va abbattuto perché non sicuro e quindi irrecuperabile, poi si fa marcia indietro, tanto che da settembre ospita di nuovo due classi di studenti. Lo stesso vale per la palestra di ‘Metavia’, che viene subito dichiarata inagibile: grazie a un finanziamento statale si ottengono anche 2,5 mln di euro (che fine avranno fatto?) per ricostruirla, ma, come d’incanto, ecco che dopo pochi interventi leggiamo che a breve tronerà fruibile, ma non per fare ginnastica”.

“È fondamentale – concludono – che il Consiglio comunale adotti un’inequivocabile posizione politica, che ogni singolo consigliere si esprima chiaramente in coerenza con quanto determinato in commissione. Auspichiamo quindi che sulla proposta di mozione ci possa essere la più ampia convergenza possibile e che finalmente si proceda concretamente per dare soluzione al problema scuole di Mondovì”.