Da Cuneo a Roma in bici senza sosta, l’avventura di Giuseppe Roffinella foto

Con 726 km, 34 ore di pedalata e 7310 metri di dislivello il ciclista cuneese si ritiene soddisfatto: "'l'emozione più grande? Quando ho incontrato Marco Scarponi a Roma".

Da Cuneo a Roma in bici senza sosta. Questa l’impresa di Giuseppe Roffinella, 28enne di Cuneo, che ha pedalato per 34 ore, di cui 15 con la pioggia. All’arrivo una sorpresa: l’incontro con Marco Scarponi, il fratello di Michele, con il quale Beppe sta collaborando ad un libro…

In totale sono 726 km con più di 7.000 metri di dislivello ma, dichiara il ciclista, “non sono andato da solo, con me c’è sempre stato mio fratello Carlo che mi ha seguito con la macchina e mi ha incitato nei momenti di bisogno”.

“E’ stata un’avventura piacevole e faticosa allo stesso tempo, ho pedalato per molto tempo sotto la pioggia” commenta così l’impresa il cuneese Giuseppe Roffinella, per tutti Beppe, classe 1992  dipendente dell’enel Green Power, con la passione per il ciclismo – “il mio obiettivo era di fare Cuneo-Roma non stop e ci sono riuscito. Mi sono fermato solo 5 ore per dormire”.

Non è la prima volta che Beppe, assieme a suo fratello gemello Carlo, affrontano questo tipo di avventure: il primo tour “Italy no Stop” è stato percorso nel 2019, consisteva nel giro d’Italia partendo da piazza Galimberti e ritornando sempre a Cuneo con qualche centinaia di chilometri sulle gambe.

L’idea

“Ci piace fare lunghi percorsi in bici. L’anno scorso abbiamo fatto 15 giorni di pedalata lungo tutta la penisola e quest’anno, il primo di gennaio, ho fatto Cuneo-Ventimiglia per allenamento. Purtroppo durante il lockdown non ho potuto ritornare sui pedali, mi è stato consigliato di prendere i rulli da bici però non amo stare chiuso in casa per fare sport allora, appena ho potuto, mi sono allenato per questa avventura”.

La preparazione

“La mia bici ha un marsupio anteriore dove inserisco le cose che devo recuperare velocemente, poi ho la mia “scrivania” sul manubrio, composta da contachilometri e navigatore. Sul montante della bici, ho un altro contenitore piccolo per gli indumenti: non amo avere le borse laterali, mi rallentano. A tal proposito devo proprio ringraziare il mio ciclista personale, Mario di Cervasca e il suo collaboratore Daniele: mi hanno aiutato nelle fasi preparative”

Giuseppe Roffinella in bici fino a Roma

Il percorso

“Sono partito lunedì 24 settembre da piazza Galimberti, mi sono fermato a Genova per un toast dopo 160 km. Sono arrivato al passo del Bracco dopo 220 km e ho avuto un incontro ravvicinato con 3 cinghiali, due piccoli con la mamma. Il cuore batteva a mille, ho aumentato il passo e mi sono fermato in cima al colle dove c’era un lampione. Pericolo scampato, mi sono detto.

Generico settembre 2020

Alle 6 del mattino sono arrivato a La Spezia dove mi sono fermato giusto il tempo di un panino. A Pisa ho incontrato mio fratello Carlo che mi ha fatto da scorta per tutto il resto del viaggio: di notte mi faceva luce e segnalava la mia presenza con le quattro frecce, di giorno mi incitava nei momenti più delicati. Non sono mai salito in macchina per farmi portare, anche con la pioggia preferivo essere da solo con le mie gambe.

Dopo Siena ho percorso la via Francigena fino ad arrivare a Roma: ho avuto un piccolo disguido per via di una strada chiusa che mi ha allungato il percorso di 10 km e parecchio dislivello, ovviamente pioveva.

Giuseppe Roffinella in bici fino a Roma

Gli ultimi chilometri prima di arrivare a Roma sono stati i più emozionanti: durante il lockdown non avrei mai più immaginato di poter riuscire in questa avventura. Invece ce l’abbiamo fatta (usa spesso il plurale in quanto per lui, il fratello, è stato un compagno di viaggio).

La sorpresa

Cosa succede a Roma?

“Appena arrivati a Roma decidiamo di andare a riposarci per poi visitare la città in bici. Il giorno dopo decidiamo quindi di andare a vedere la sede Enel Green Power e ci avviamo per il nostro tour. Ad un certo punto riconosco in lontananza tre ciclisti con degli indumenti familiari… Era venerdì 25 settembre, il giorno della nascita di Michele Scarponi, e sulla pagina facebook della Fondazione Michele Scarponi  avevo visto che suo fratello, Marco, stava percorrendo le strade di Roma in bici. Allorchè riconosco la maglietta e lo fermo. Mi presento dicendo: “sono il ragazzo che ti ha chiesto di fare la prefazione al mio libro”.Subito mi riconosce e subito parliamo insieme. Una vera emozione, proprio nel giorno del compleanno di Michele Scarponi”

Giuseppe Roffinella in bici fino a Roma

Un passo indietro: il libro

“Dopo l’esperienza della “Italy no stop” ho deciso di scrivere un libro: si tratta di poche pagine dove racconto il nostro viaggio. E’ tutto nuovo per me: non ho mai scritto un libro, quindi ce la sto mettendo tutta. Ho deciso di farmi fare la prefazione da Marco Scarponi, in quanto è la persona più vicina a Michele”

Michele Scarponi, un idolo

“Stimo Michele Scarponi per la sua dedizione al ciclismo e la sua costanza nel mantenere un ruolo: quello del gregario – si interrompe, mi cerca un video su Facebook e me lo invia: lo riproponiamo qui sotto – ho tanto da imparare da lui. Insomma: l’incontro con Marco, quel giorno a Roma, ha dato un senso a tutti i sacrifici dei giorni precedenti”.

https://www.facebook.com/oradelciclismo/videos/3276763252363628

 

Il “dietro le quinte” , per chi fosse interessato:
Beppe si presenta con qualche minuto di ritardo, ci sediamo ad un tavolino e, con cautela, tira fuori una cartina scrupolosmanete solcata dal trattopen con tutti i dettagli del percorso. La analizziamo insieme: “l’ho preparata per te” mi dice quando sono intento a fargli una foto. Alzo lo sguardo, sorrido e metto via il telefono.
Durante l’intervista spesso mi cita suo fratello gemello. So che c’è un rapporto particolare: un legame che li contraddistingue.
Loro sono Beppe e Carlo, quasi una cosa sola.
Hanno gran parte delle passioni in comune, lavorano insieme, amano il ciclismo, frequentano la parrocchia.

Sono fratelli
Gemelli
Amici

Non c’è uno senza l’altro, si completano.
Personalmente ho avuto modo di conoscerli durante un cammino: da subito ho capito che sono persone a cui piace dare attenzione ai dettagli, me ne sono reso conto da come tenevano il diario: entrambi con la fodera, colori diversi in quelle pagine zeppe di parole, angoli smussati ma solo per via del frequente uso.
Mi piace anche la filosofia con cui ha preso l’intervista: “Lorenzo, anche se non uscirà un articolo da questa chiacchierata, sarò contento lo stesso. Mi fa piacere parlare delle nostre avventure con chi è interessato. Per me è già una gran cosa”.
Parole che possono essere di tutti ma non DA tutti. Il mio articolo non vuole essere un premio, non ne ha bisogno: probabilmente ci saranno altre avventure più “notiziabili”, più emotive, più sensibili, più approssimative: il nostro mestiere è quello di raccontarle.

Ogni tanto penso che ci vada qualche notizia bella: un albero che cade fa tanto rumore, ma la foresta che cresce ha molti più colori.
Lorenzo