“Cittadinanza sia coinvolta nella ristrutturazione dell’ex Policlinico di Cuneo” foto

"Si tratta di un’opera che si preannuncia di notevoli dimensioni ed intorno alla quale sono insorte particolari preoccupazioni"

Scrive il Comitato pro “Ex Policlinico” di Cuneo.

Giovedì 15 ottobre è stata depositata in Comune una petizione di cittadini, costituiti in Comitato, in prevalenza residenti nel quartiere “Cuneo Centro”, che ben lungi dall’essere contrari alla ristrutturazione dell’ex Policlinico, vogliono testimoniare lo scarso coinvolgimento della cittadinanza, ed in particolare degli stessi abitanti del quartiere di Cuneo, alla realizzazione di un’opera che si preannuncia di notevoli dimensioni ed intorno alla quale sono insorte particolari preoccupazioni.
Se è vero che è assolutamente necessario ricucire, attraverso un progetto di recupero urbanistico, il tessuto architettonico circostante in quella zona di Cuneo soggetta ad abbandono, degrado ed incuria per circa un quarantennio, (non per volontà della comunità cittadina!), non sembra invece chiaro quali saranno i reali benefici per la comunità locale, ossia se sia previsto verde pubblico; quali soldi verranno messi a disposizione dal Comune per ridare lustro alle zone limitrofe sottoposte a sommo degrado urbanistico; se verranno adeguatamente rispettate le esigenze di luci ed aria e le distanze tra gli edifici circostanti. Altre perplessità riguardano il progetto architettonico presentato in rendering, dal Comune, che nulla sembra abbia a che vedere con il tessuto urbanistico preesistente.
In particolare, a fronte di un divieto assoluto nel quartiere Cuneo Centro di effettuare qualsivoglia opera che modifichi il tessuto architettonico (quale ad esempio la sopraelevazione o la costruzione di terrazze a tasca vietate per i comuni mortali!) moltissimo in questo nuovo edificio viene permesso, lasciando il sospetto di un’applicazione “a corrente alternata” dei vincoli architettonici e paesaggistici, in relazione a valutazioni discrezionali che restano incomprensibili alla collettività. Il metodo “due pesi e due misure” sembra farla da padrone perché se da una parte l’Amministrazione sostiene che non ci sia un tessuto architettonico uniforme in Corso Dante, allora non si capisce perché, in considerazione di questa palese difformità preesistente, le stesse modifiche per edifici limitrofi debbano ritenersi invece illecite. Altro dubbio riguarda il rispetto delle distanze tra edifici, che nel caso di sopraelevazione determinerà criticità relative alle mura esterne ed alle acque reflue dell’esistente.
Se è vero, difatti, che il quartiere “Cuneo Centro” è qualificato come Centro Storico, con obbligo di misure molto limitanti e restrittive per alcuni edifici che vengono imposte dalla Commissione paesaggio (ad esempio obbligo di infissi in legno e divieto di PVC, imposizione di colorazioni obbligatorie degli edifici e delle imposte medesime, divieto assoluto di pannelli solari…), in questa nuova opera sorprendentemente pare non vi sia alcun limite o vincolo, pur essendo adiacente ad altri edifici che sono stati, nel recente passato, fortemente penalizzati.
Alle richieste dei cittadini, presentate anche nel corso dell’approvazione della variante Comunale, l’Amministrazione, sinora, si è mostrata sorda ed indifferente, dimostrando solo ed esclusivamente interesse alla realizzazione dell’opera, qualunque essa sia, piuttosto che all’impatto architettonico e paesaggistico prodotto dalla realizzazione in concreto della stessa, nel quartiere. In questa fase delicata di approvazione del progetto auspichiamo un netto cambiamento di rotta ed un ascolto fattivo ed empatico delle istanze che provengono dal basso, che comportino alcune modifiche in senso sostanziale dei progetti e dei programmi dell’Amministrazione Comunale.
Non tutte le petizioni, difatti sono “contro” o sono volte a frapporre ostacoli , ma servono ad aiutare ad interpretare il sentire della comunità e ad assumere scelte condivise che portino ad “unire” e non a “dividere” i cittadini, puntando a tutelare l’interesse pubblico, inteso quale “contemperamento di interessi comuni”, nel rispetto della dignità di ciascun cittadino, senza alcuna distinzione tra sesso, razza, religione, ricchezza e povertà. Cuneo, 15.10.2020 Il Comitato Cittadini pro “Ex Policlinico”.