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Alluvione in Piemonte, Borrelli: “Danni importanti, saremo tempestivi” foto

"Se riusciremo, porteremo in Consiglio dei Ministri la dichiarazione di stato di emergenza già la settimana prossima, altrimenti andremo a quella dopo. Di questo vi chiedo già scusa preventivamente, ma abbiamo iniziato dal Piemonte e adesso andremo in Liguria e Valle d'Aosta e la vastità del territorio richiede verifiche puntuali"

Si è concluso il sopralluogo in Piemonte da parte di Angelo Borrelli, capo del dipartimento di Protezione Civile, che ha sorvolato in elicottero i luoghi colpiti dall’alluvione di venerdì 2 e sabato 3 ottobre e incontrato i sindaci del territorio.

“La Regione Piemonte ha dimostrato in una situazione in cui era gravemente colpita di riuscire con le proprie forze a reagire e intervenire – ha dichiarato –. I danni che avete quantificato sono importanti, ma sono credibili. Vi posso assicurare che saremo il più tempestivi possibile, in accordo con la Regione. Se riusciremo, porteremo in Consiglio dei Ministri la dichiarazione di stato di emergenza già la settimana prossima, altrimenti andremo a quella dopo. Di questo vi chiedo già scusa preventivamente, ma abbiamo iniziato dal Piemonte e adesso andremo in Liguria e Valle d’Aosta: la vastità del territorio richiede verifiche puntuali”.

Nel Cuneese, in particolare, Borrelli ha preso parte a una riunione a Limone Piemonte con le amministrazioni locali e, in compagnia del ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, ha sorvolato l’alta val Tanaro (Garessio e Ceva), per poi recarsi ad Alba per un rendez-vous con il presidente regionale Alberto Cirio, il vicepresidente Fabio Carosso, il presidente della Provincia di Cuneo (Federico Borgna), i commissari dell’Unità di Crisi (Vincenzo Coccolo e Antonio Rinaudo) e i sindaci del Basso Piemonte e della provincia di Torino.

“La prossima settimana i tecnici del dipartimento nazionale di Protezione Civile saranno in Piemonte per verificare con gli enti locali le diverse esigenze – spiegano dalla Regione –. Borrelli ha anche annunciato che, dopo la prima fase emergenziale relativa alle spese sostenute per i soccorsi, l’assistenza alla popolazione e le prime urgenze, il presidente della Regione Cirio (che sarà commissario delegato) provvederà con la sua struttura a realizzare in 90 giorni una ricognizione dei fabbisogni della fase 2.

A proposito di Cirio: il governatore ha dichiarato che quando ho chiesto un miliardo di euro, qualcuno a Roma ha sorriso, ma non si sorride di fronte ai danni che reclama il Piemonte. Il Piemonte oggi ha bisogno dello Stato e, se scriviamo un miliardo, è perché siamo certi dell’entità dei danni, perché facciamo le cose seriamente. Sono soldi dei piemontesi, che devono ritornare sul territorio”.

A proposito delle opere da compiere, ieri il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, si è detto disposto a valutare la nomina del commissario per il ripristino del Tenda, mentre il ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, ha annunciato di aver chiesto che nella prossima manovra finanziaria vengano introdotte semplificazioni burocratiche per la pulizia degli alvei dei fiumi e per le opere contro il dissesto idrogeologico, essendo importante la velocità con la quale si riescono a fare gli atti necessari per realizzare gli interventi.

La prossima settimana, invece, la Regione porterà la ricostruzione del Piemonte alluvionato anche all’attenzione dell’Unione Europea: lunedì e martedì il presidente Cirio sarà a Bruxelles per incontrare i commissario al Bilancio, Johannes Hahn, e all’Economia, Paolo Gentiloni, ai quali chiederà l’attivazione del Fondo di Solidarietà Europeo, per accedere al quale farà da capofila anche per la Liguria e le francesi Rodano Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, in modo da mettere insieme le aree confinanti colpite.