Alberto Cirio: “Didattica a distanza nelle superiori, oggi decidiamo”

Ai microfoni di "Agorà" il governatore ha annunciato: "La scelta sarà condivisa con Lombardia e Liguria. Controlli ai varchi con la Francia? Fatto tutto quello che è nelle nostre possibilità"

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, è intervenuto ai microfoni di Agorà per descrivere la situazione relativa alle scuole dopo il DPCM illustrato ieri sera dal premier Giuseppe Conte: “Personalmente credo che le scuole in Italia debbano rimanere aperte, con lezioni in presenza fino alle medie. Discorso diverso per le superiori: se non si possono raddoppiare i mezzi di trasporto – perché non ci si è pensato per tempo -, bisogna intervenire dove si fa meno danno, ovvero laddove i ragazzi sono più grandi ed eventualmente possono stare a casa da soli. Tuttavia, questa deve essere l’ultima ratio”.

Oggi il governatore incontrerà l’ufficio scolastico regionale del Piemonte e i rappresentanti sindacali degli insegnanti e dei dirigenti scolastici per raggiungere un’intesa sul da farsi:Ne ho parlato anche con Fontana e Toti (presidenti Lombardia e Liguria, ndr), in quanto molti ragazzi piemontesi studiano nelle loro regioni. Manterremo una posizione molto chiara”.

Dopo una breve battuta sulla vittoria al TAR contro il Governo circa la verifica della misurazione della temperatura corporea a scuola (“La febbre in un paese normale viene misurata dallo Stato”), Cirio ha fatto un ultimo riferimento ai controlli alle frontiere con la Francia: “Da parte mia è stato fatto tutto ciò che può fare un presidente di Regione. Ho attivato meccanismi di controllo ai varchi, predisponendo tende di Protezione Civile e ottenendo l’affiancamento della polizia. Cosa faremo? Controlleremo la febbre a campione, poiché non possiamo fare di più in base alle nostre competenze. In caso di febbre, la persona fermata sarà invitata recarsi presso l’Asl più vicina a noi per essere presa in carico dal sistema regionale”.