Tragedia di Monforte, la petizione corre sul web: “Vogliamo strade più sicure”

Tre le richieste indirizzate dalla popolazione delle Langhe ai decisori politici: dissuasori fisici e zone senz'auto, piste e corsie ciclabili, stop ai TIR nei paesi e sulle strade panoramiche

La tragedia di Monforte d’Alba, nella quale ha perso la vita una donna e sono rimasti feriti alcuni ciclisti, ha scosso l’intera provincia di Cuneo, con particolare riferimento al territorio delle Langhe, i cui residenti hanno lanciato una petizione online sul portale “Change.org”, indirizzata a Roberto Passone (presidente Unione dei Comuni Langa del Barolo) e al numero uno della Provincia di Cuneo, Federico Borgna.

“Siamo in un territorio bello, pieno di turisti e di residenti, che amano camminare, andare in bici, passeggiare nei borghi – scrivono i cittadini –. Siamo in un territorio ancora pensato esclusivamente per le auto e per i camion, come negli anni Sessanta. Venerdì un’altra signora è morta investita da un suv e altre persone sono rimaste ferite. Vogliamo che le strade siano sicure per chi cammina, per chi va in bici, per i bambini che giocano nei paesi”.

Tre le richieste indirizzate ai decisori politici:

1. Dissuasori fisici, che obblighino le auto a rallentare prima di entrare nei centri abitati, e zone senz’auto, dove le persone siano libere di passeggiare e i bambini di giocare, senza il pericolo incombente del traffico.

2. Piste e corsie ciclabili, che consentano di muoversi in bici, in sicurezza, tra i paesi.

3. Fermare i TIR che attraversano i paesi e le strade panoramiche per risparmiare qualche chilometro di percorrenza.

“Prendiamo come esempio l’Olanda – concludono gli abitanti delle Langhe –. Dopo la guerra era invasa dalle auto e dagli incidenti, che nel 1971 provocarono 3.300 morti, di cui 400 bambini. Questi numeri sconcertanti non lasciarono la popolazione indifferente, che si indignò e organizzò numerose manifestazioni di protesta. Tra i gruppi di azione più attivi figurava ‘Stop de Kindermoord’ (‘Stop alla strage dei bambini’), fondato dall’ex deputato olandese Maartje van Putten. La pressione dei cittadini ha influito sulle politiche e oggi l’Olanda è il paese con il maggior numero di ciclisti urbani, con un’ottima infrastruttura ciclabile e con paesi e città pensati prima per chi va a piedi e in bici e poi per le auto”.