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Stefania Ieriti: “Grazie, Carrù! Mi hai reso una persona migliore”

Il sindaco è al passo d'addio dopo due mandati consecutivi e numerosi traguardi conseguiti: "Ritornerò al mio lavoro in Prefettura e mi godrò la mia famiglia, ma sarò sempre a disposizione della città e dei carrucesi"

L’ultima settimana da sindaco, per Stefania Ieriti, inizia oggi. In questo lunedì 14 settembre che profuma di ripartenza per l’Italia (riapertura delle scuole), il primo cittadino di Carrù vede appropinquarsi sempre più il momento di dismettere la fascia tricolore per cederla al suo erede, il cui nome sarà deciso domenica 20 e lunedì 21 settembre nell’ambito delle elezioni amministrative.

Dopo due lustri trascorsi a guidare il paese, a valorizzarne i pregi e a colmarne le carenze, i carrucesi stanno per congedarsi da colei che è stato il loro punto di riferimento nei periodi più bui, non ultimo quello connesso al lockdown e alla pandemia di Coronavirus.

Stefania Ieriti c’è sempre stata. Non è una frase fatta, né un’affermazione troppo scontata. C’è sempre stata perché ha saputo esserci. Con discrezione, talvolta in punta di piedi, ma animata da una passione e da un amore nei confronti della sua gente a dir poco inenarrabili e capaci di favorire l’istituzione di un legame con quest’ultima indissolubile nel tempo, a prescindere da qualsivoglia incarico istituzionale.

Perché Stefania Ieriti, in fondo, è Carrù. Lo si evince dalle dichiarazioni che lei stessa ci ha rilasciato nell’intervista che vi proponiamo di seguito.

Sindaco, eccoci qua. Dopo due mandati consecutivi e un decennio trascorso alla guida di Carrù, si appresta a passare il testimone al suo successore, che sarà designato fra pochi giorni. Se fosse dipeso unicamente da Lei, Le sarebbe piaciuto prolungare la sua esperienza amministrativa per altri cinque anni o sente che era davvero arrivato il momento di dire basta?

“Ritengo che dieci anni rappresentino un arco temporale sufficiente per concretizzare le promesse elettorali proposte in sede di candidatura. Così è stato per me. Ho lavorato intensamente sin dal primo giorno tenendo sempre presente le esigenze della cittadinanza. È però incontrovertibile che dopo dieci anni ci si abitua ad un ritmo che diventa quotidianità, un impegno ‘lavorativo’ che, almeno per quanto mi concerne, ha riempito le mie giornate intensamente al pari della mia professione… Ecco perché ironizzo dicendo che, almeno per quest’ambito, vado in pensione!”.

Il secondo mandato, per giunta, è stato prolungato di alcuni mesi a causa della pandemia di Coronavirus, probabilmente (mi corregga se sbaglio) l’emergenza più grande da Lei affrontata in questi due lustri. Qual è stato il momento più difficile di questo periodo così delicato?

“Senza dubbio l’emergenza connessa al Coronavirus. Ancora ricordo quel primo giorno di lockdown… Carrù era spettrale. Il silenzio nelle vie si percepiva sulla pelle e i miei passi rimbombavano lontani. La gente era spaventata e le notizie che giungevano non lasciavano presagire nulla di buono. Ho instaurato fin da subito un tavolo di lavoro con gli uffici e i miei amministratori per far sì che soprattutto le persone anziane e quelle in difficoltà non si sentissero mai abbandonate. Quotidianamente, poi, diffondevo in serata un bollettino di aggiornamento via Facebook che, a mio avviso, ha avuto la capacità di farci sentire più vicini, più compartecipi a questa brutta esperienza”.

Quali sono i traguardi conseguiti con indosso la fascia tricolore di cui va più fiera?

“Beh… Con questa domanda mi suggerisce, almeno in parte, la risposta. Senz’altro la Fiera del Bue Grasso di Carrù che, pochi giorni fa, ha conseguito la qualifica di ‘internazionale’. Oltre a ciò, menziono i tantissimi interventi realizzati: dalla pista per l’elisoccorso, alle scuole e all’impiantistica sportiva alla Nicoletta, con quest’ultima che sabato 19 settembre (nel giorno del silenzio elettorale) verrà arricchita con l’inaugurazione del palazzetto dello sport. Insomma, opere per tutte le esigenze e per il bene di Carrù e dei suoi abitanti”.

Ha invece qualche rimpianto o, comunque, c’è qualche cosa in particolare che non è riuscita a fare, ma che avrebbe desiderato vedere realizzata?

“Direi la realizzazione della nuova scuola dell’infanzia e la creazione del polo scolastico. Ho sperato fino all’ultimo che arrivasse la notizia del finanziamento. È un’opera ammessa in graduatoria” La lascio in eredità, per così dire, al mio successore: si tratta di un intervento da 2,5 milioni di euro, che la Regione Piemonte ha valutato positivamente. L’ufficio tecnico comunale è in costante contatto con quello regionale e sono certa che prossimamente arriverà la bella notizia. Non ci resta che attendere!”.

Che tipo di città troverà il suo successore?

“Carrù ha grandi potenzialità! Ti dà soddisfazioni, ma esige presenza assidua e lavoro costante. Penso di lasciare una realtà rispettosa delle istituzioni, concreta, laboriosa e ricca di volontariato. Ha poi un patrimonio di gioventù fantastico, con il quale ho sempre avuto un bellissimo rapporto… Insomma, a Carrù si vive benissimo!”.

Cosa sente di avere imparato dai carrucesi in questi anni?

“I carrucesi mi hanno insegnato tantissimo. In questi dieci anni ho ‘imparato ad ascoltare’, immedesimandomi nelle problematiche altrui, cercando di risolverle. In questi dieci anni ho avuto modo di conoscere meglio i miei concittadini e li ho avvicinati all’ente Comune facendoli sentire a proprio agio, senza timori o incertezze. Esco da quest’esperienza ‘migliorata’, arricchita nei valori umani, più socievole, senza mai perdere il senso della giustizia, della trasparenza e della serietà”.

Che cosa farà, adesso, Stefania Ieriti?

“Ritorno (perché non l’ho mai abbandonato) al mio lavoro in Prefettura e mi riprendo in pieno il ruolo di madre, moglie e figlia. La mia famiglia è stata essenziale in questi anni. Mi è stata sempre vicina, ha condiviso la mia esperienza e mi ha supportato. Adesso è tempo che ritorni da lei. E poi, ci sono i miei amici e le mie passioni… Insomma, un piacevole ritorno al passato, ma molto più fortificata e sorridente”.

Rivolga un ultimo pensiero da sindaco ai suoi concittadini.

“Vi ho voluto bene, ve ne vorrò per sempre! Rimango a disposizione di Carrù e dei carrucesi. Amo la mia città!”.