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Ritorno a scuola: “istruzioni per l’uso”

In settimana si terranno gli ultimi incontri in alcuni plessi in loco in altri ancora virtuali, utilizzando piattaforme web

In questi ultimi giorni che mancano alla ripartenza della scuola di ogni ordine e grado è una corsa contro il tempo per insegnanti, dirigenti, collaboratori scolastici e naturalmente anche per le famiglie. In settimana si terranno gli ultimi incontri in alcuni plessi in loco in altri ancora virtuali, utilizzando piattaforme web. Momenti che dovrebbero esser chiarificatori, per quanto possibile. Infatti le normative in alcuni casi non lasciano spazio a dubbi, in altri vanno un po’ interpretate. Difficoltoso e per niente semplice rivoluzionare un sistema che “ha sempre funzionato così”. Sono prevalentemente gli aspetti tecnico-logistici-organizzativi a dover esser modificati.

Ogni istituto cercherà di utilizzare tutti gli ingressi disponibili evitando il più possibile assembramenti, richiesta puntualità sia in entrata che in uscita da parte dei genitori per lo stesso motivo.

Nella maggior parte dei casi nessuno, genitori o accompagnatori, avrà accesso ai locali proprio per limitare quanto più possibili i rischi di contagio da coronavirus. Addirittura in alcuni asili negato l’accesso ai nonni over 60. I bambini saranno accolti dal personale all’ingresso, anche i più piccolini della materna o del nido. Il materiale utilizzato sarà prevalentemente monouso, addio quindi a set di bavaglini e asciugamani. In altre strutture la scelta è di inserire all’interno di buste trasparenti il materiale di ciascun bambino, quanto sia funzionale lo si saprà soltanto nel momento pratico. In numerose strutture non sarà possibile ottenere il pre-ingresso proprio perché i bambini faranno parte di gruppi fissi e stabili e non ci sarebbe personale a sufficienza per garantire la formazione degli stessi.

Soddisfatti molti genitori di bimbi dell’Asilo di San Chiaffredo dove, grazie alla modifica della formazione delle classi, è stata garantita alle famiglie la possibilità di usufruire del pre-ingresso. Lo stesso sarà per il plesso della primaria di frazione, qualche dubbio resta sul discorso distanziamento perché sarà inevitabile che anche bambini frequentanti classi differenti usufruiscano del servizio.

La DAD (didattica a distanza) non è da escludere per la quale è richiesta la predisposizione alle famiglie che dovranno dunque dotarsi di tablet o pc, soprattutto per quanto riguarda i ragazzi della primaria di secondo grado.

Molti asili hanno dovuto modificare l’orario e soltanto i bimbi dell’ultimo anno potranno trattenersi per l’orario completo, gli altri usciranno alle 14. E’ il caso dell’asilo di Tarantasca e anche dei due circoli di Savigliano. Addirittura a Savigliano racconta una mamma le modifiche di orario non sarebbero state comunicate alle famiglie ma l’informazione è stata pubblicata sul sito della struttura. “Lavorando a Mondovì mi vedo costretta a cercare una baby-sitter con l’uscita anticipata alle 13 anzichè le 16. Questo significa che tra benzina, buoni pasto, assenze in caso di malattia dei bambini dovrò prendere in seria considerazione l’aspettativa se non addirittura le dimissioni”.

Quello che lascia perplessi alcuni genitori è che in queste riunioni emerge per alcuni comuni l’ipotesi che questi orari ridotti andranno avanti almeno fino a fine 2020 mentre in altri viene offerta la possibilità di usufruire dell’orario completo con l’appoggio a cooperative. 

Discorso a parte merita anche la mensa. In alcuni casi questa sarà attiva dal 1° ottobre in altri coinciderà con l’inizio dell’anno scolastico; ancora non è chiaro se ogni classe consumerà il pasto nella propria aula o quale sistema sarà utilizzato. In alcune scuole dell’infanzia, come ad esempio a Peveragno, sembra non sia possibile per i bambini consumare lo spuntino di metà mattina.

Per la primaria mascherine sì in caso di lavori di coppia o a gruppi senza la distanza minima, al banco potrà esser tenuta abbassata per evitare il continuo metter e togliere soprattutto per facilitare l’operazione ai più piccoli.

Più responsabilità da parte di tutti è ciò che emerge, dunque al minimo accenno di influenza è consigliabile non mandare i bambini a scuola, cosa che peraltro già avrebbe dovuto avvenire anche prima. Foglio del pediatra se l’assenza sarà prolungata oltre i 3 giorni. Se tutti rispetteranno le regole si riuscirà a conciliare il diritto all’istruzione con quello alla salute.