Paoletti: “Voterò NO al referendum. La democrazia vale più di un caffè all’anno”

Il sindaco di Boves: "Se continuiamo a tagliare il numero dei rappresentanti nelle istituzioni arriveremo all'oligarchia, poi alla monarchia e quindi alla dittatura: tagliare i parlamentari significa tagliare la democrazia"

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Ha aggiornato l’immagine del suo profilo facebook su cui ora campeggia la chiara indicazione a votare NO al referendum di domenica 20 e lunedì 21 settembre. Il sindaco di Boves, e coordinatore provinciale di Forza Italia, Maurizio Paoletti non ha dubbi su come voterà al quesito in cui si chiede agli italiani di esprimersi sulla riforma costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari.

“Ritengo folle – spiega Paoletti a Cuneo24 – che si parli ormai solo dei tagli della politica. La politica ha dei costi che sono i costi della democrazia, un sistema di governo non perfetto, per carità, ma quello sino ad ora rivelatosi migliore. Se continuiamo a tagliare il numero dei rappresentanti nelle istituzioni arriveremo all’oligarchia, poi alla monarchia e quindi alla dittatura”.

“Oggi abbiamo un grande problema di rappresentatività e di democrazia – aggiunge il primo cittadino bovesano. – Tagliare il numero di parlamentari significa che alcune aree geografiche e alcune aree politiche non verrebbero più rappresentate. Le riporto un esempio strettamente locale: oggi la provincia di Cuneo elegge un senatore col sistema dei collegi. Se vincerà il SI e dunque il numero di parlamentari verrà tagliato, molto probabilmente avremo un solo collegio che comprende le province di Cuneo ed Asti e dunque non avremo nemmeno più la certezza di avere un senatore cuneese a Palazzo Madama. Non sono questi i costi che vanno tagliati che, tra l’altro, farebbero risparmiare ad ogni italiano il prezzo di un caffè all’anno.”

“Abbiamo già potuto ripetutamente constatare – conclude Paoletti – come i tagli effettuati in passato su comuni ed enti locali non abbiano portato a nulla, se non all’inefficienza. Ad esempio, per un comune come Boves avere quattro assessori anzichè sei è un grosso problema. Per non parlare della Provincia che, totalmente svuotata, è diventata un’istituzione fantasma. Vogliamo paragonare la Provincia di Federico Borgna con quella, ad esempio, di Giovanni Quaglia? Io preferisco pagare e avere i servizi piuttosto che tagliare e non avere più nulla. Per questo al referendum voterò convintamente NO”.

 

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