L’ospedale di Verduno è ufficialmente intitolato a Michele e Pietro Ferrero foto

Cirio: "Averlo intitolato a due grandi uomini della nostra terra, appassionati e lungimiranti, è il modo migliore per guardare avanti e renderlo una eccellenza"

Da ieri, martedì 29 settembre, l’ospedale di Verduno è l’Ospedale Michele e Pietro Ferrero, due nomi che rappresentano le radici ma anche il futuro di questa nostra terra.

Perché dentro un ospedale ci passano le vite di tutti. Dei potenti e dei meno potenti. Di chi è ricco e di chi non lo è. Dentro un ospedale si gioisce e si piange. Si cade e ci si rialza. Si entra da malati, ma si guarisce.

“Dopo 20 anni di attesa e di errori che non possono essere negati, adesso questo ospedale è finalmente operativo. E averlo intitolato a due grandi uomini della nostra terra, appassionati e lungimiranti, è il modo migliore per guardare avanti e renderlo una eccellenza. Lo meritano i cittadini di Langhe e Roero e lo meritano tutti i piemontesi: una sanità d’eccellenza” il commento del governatore Cirio.

Anche l’assessore regionale alla sanità Icardi ha espresso soddisfazione per il nuovo ospedale definendolo un punto di riferimento della Sanità.

“I nomi di Michele e Pietro Ferrero impressi per sempre nel cuore di questo ospedale, sono, anche per la Sanità, il richiamo all’esempio di persone che hanno fatto della continua elevazione dello standard della qualità la ragione della loro vita, così come il giuramento di Ippocrate consacra la vita dei medici alla loro professione, mettendo in entrambi i casi al centro il bene dell’uomo. Sono un invito a fare del bene e a farlo bene, come ha dimostrato l’encomiabile esperienza della Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra che ha saputo raccogliere e amministrare le generose risorse dei privati” ha scritto Icardi sul suo profilo Facebook.

Continua: “Un progetto che è al tempo stesso locale e globale, in piena sintonia con la stagione contemporanea, che in Sanità annulla le distanze con la telemedicina e moltiplica le opportunità di conoscenza attraverso la ricerca tecnologica.”

E’ il modello della Sanità che vogliamo, attrattiva anche per i pazienti delle altre regioni, con centri d’avanguardia ad alta specializzazione, ma anche con una rete di assistenza territoriale capace di farsi carico dei pazienti più fragili e cronici, garantendo loro le migliori cure, ovunque risiedano, dalle grandi città alle più sperdute borgate di montagna” ha concluso.