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“La scuola “riorganizza” la vita di tutti”

Il messaggio del vescovo della diocesi di Saluzzo Monsignor Cristiano Bodo

Saluzzo. Anche il vescovo di Saluzzo, Monsignor Bodo, ha voluto rivolgere un pensiero per il nuovo particolare anno scolastico che ha preso il via quest’oggi, lunedì 14 settembre.

Scrive:

La scuola “riorganizza” la vita di tutti. Bene o male tutti devono misurarsi con il suo orario feriale, con il suo calendario settimanale, con l’avventura di un anno con il Covid 19 che si apre a settembre e chiude a giugno.

La scuola mette in fila figli e genitori, docenti e operatori e tutta la comunità in particolar modo quest’anno, per tutelare tutti dal Covid 19.

L’anno scolastico è un tempo di vita in cui si annodano i problemi dei piccoli e dei grandi, in cui sbocciano progetti, speranze e sogni; ma insieme anche le prime piccole o grandi sconfitte della vita, le preoccupazioni per il futuro che sembra dipanarsi via via ogni giorno.

Per questo vorrei anch’io entrare in punta di piedi, in tutte le scuole là dove, come diceva Ada Negri, si genera e si matura le personalità dell’uomo e della donna del futuro, per portare a tutti l’augurio di un buon anno scolastico.

Anzitutto ai protagonisti della stagione scolare – ai ragazzi e ai giovani – : non solo per ricordare che la loro età è la stagione della semina; ma anche per dire la bellezza di una avventura che non ritorna, in cui l’intelligenza e il cuore si aprono ai grandi orizzonti, della vita, della cultura, dell’amicizia e non meno del mondo in attesa del loro protagonismo.

Ma un augurio, altrettanto affettuoso, vorrei trasmettere a tutti i docenti e a coloro che operano nella scuola, che torneranno in aula a misurarsi con le giovani generazioni.

L’insegnante è un “educatore” che incide profondamente nell’esistenza malleabile degli alunni, auguro a tutti i docenti di credere nella propria vocazione educativa. Gli alunni non mancheranno di ricambiare e di gratificare la loro dedizione quotidiana.

Ma in modo particolare un vivissimo augurio vorrei rivolgere ai genitori, coinvolti totalmente nella vicenda scolastica dei figli. Con una particolare attenzione ai figli, da amare con intelligenza, da mettere al primo posto rispetto alle cose, agli affari, allo stesso lavoro, attraverso l’ascolto, il dialogo e la testimonianza.

C’è un’altra scuola che non va mai in vacanza, neppure d’estate: ed è la scuola della fede. L’orizzonte di verità a cui i figli si aprono, ha bisogno di incrociare l’orizzonte di senso che è Dio. Decisivo per la vita sapere “perché e per chi siamo al mondo”.

Solo così è possibile credere nell’avventura educativa che va oltre la scuola.”