I Consorzi del Bra e del Raschera premiano a Scarnafigi i primi nati del 2019

Domenica 27 settembre torna la fortunata iniziativa: forme di Bra e di Raschera saranno omaggiate ai piccoli di Frabosa Soprana, Ruffia e Scarnafigi

Per i Consorzi del Bra e del Raschera il rispetto delle tradizioni ha sempre rivestito un ruolo molto importante. Nonostante le difficoltà riscontrate in questi mesi che hanno comportato spostamenti e cancellazioni di programmi e manifestazioni, l’iniziativa che prevede la tradizionale premiazione dei primi nati del 2019 di Frabosa Soprana, Ruffia e Scarnafigi è stata solo rinviata di qualche mese. L’evento sarà un saluto all’autunno e si terrà domenica 27 settembre dalle ore 9.15, presso l’ala comunale di Scarnafigi, in occasione della Festa del paese. Qui saranno ospitati i 23 piccoli premiati con le rispettive famiglie. Come da tradizione, 13 bambine verranno omaggiate con una forma di Raschera, mentre 10 bambini ne riceveranno una di Bra. 

“Siamo fieri e orgogliosi di poter replicare anche quest’anno un momento che rappresenta per noi e per i principi in cui crediamo un valore fondamentale – commenta Franco Biraghi, presidente del Consorzio di Tutela del formaggio Bra e Raschera -. Il Coronavirus ci ha posti di fronte all’obbligo di riorganizzarci e così abbiamo fatto. La nostra decisione di riprogrammare il prima possibile questo importante appuntamento, tenendo ovviamente conto delle normative di sicurezza, è sintomatico di quello che una simile premiazione rappresenta per noi: la possibilità per le generazioni di domani di crescere con prodotti simbolo delle terre che le circondano e nelle quali dobbiamo continuare a investire. Una premiazione che sarà soprattutto un augurio ricco di speranza rivolto al futuro che ci aspetta. Rimboccarsi le maniche e ripartire proprio da quelle tradizioni che sanciscono un legame imprescindibile: quello con le nostre terre e con le materie prime che ci garantiscono”.

Il Bra e il Raschera hanno confermato un’impareggiabile versatilità che, oltre a vederli trionfare come finger food, ha permesso loro di associarsi ad altri ingredienti dando vita a connubi originali: non ultimo quello tra il Bra duro e il peperone di Carmagnola all’interno di una salsa ricca di personalità presentata nel corso della recente Fiera. Questa evoluzione del gusto è un’ulteriore dimostrazione di come passato, presente e futuro possano coesistere tra loro, valorizzandosi a vicenda e stilando una variegata lista di possibilità. “Una maestria che parte da un saper fare lontano – prosegue Biraghi -. Mi piace pensare a simili perle casearie come a un buon auspicio per le generazioni di domani, una boccata di fiducia e speranza, impreziosita da sentori che, siamo sicuri, accompagneranno per mano questi bambini nelle fasi della loro crescita, svelando poco per volta tutte le possibilità che questa terra è in grado di offrire loro”.