Fabiana Dadone attacca la Regione Piemonte sull’aborto: “Atteggiamento ideologico e retrivo”

Il ministro per la Pubblica Amministrazione dichiara: "Perché, mi chiedo, una donna piemontese deve trovarsi in difficoltà rispetto a tutte le altre donne d'Italia?"

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Non c’è pace per la Regione Piemonte, in queste ore al centro di attacchi continui da parte del Governo.

Dopo l’impugnativa dell’ordinanza di Cirio sulla misurazione della temperatura corporea agli studenti da parte del ministro all’Istruzione, Lucia Azzolina, in queste ore si è registrata anche l’offensiva del ministro alla Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, in materia di aborto.

In particolare, l’esponente pentastellata originaria del Monregalese ha dichiarato: Da donna e da rappresentante delle istituzioni, non posso accettare che sulla pillola abortiva RU486 il Piemonte, la mia Regione, si allontani dal resto del Paese con un atteggiamento ideologico e retrivo. Un approccio sbagliato, che, peraltro, contrasta con le linee guida recentemente aggiornate dal ministero della Salute, documenti fondati invece su chiare evidenze scientifiche”.

E ancora: “Non è immaginabile, in linea di principio, che l’erogazione di una prestazione ormai del tutto ordinaria in Italia, ossia la somministrazione della RU486 senza ricovero, possa finire alla mercé di una presa di posizione politica che intacca i diritti e offende le prerogative delle donne. L’interruzione volontaria di gravidanza in day hospital e fino alla nona settimana con la pillola abortiva non può essere messa in discussione. Perché, mi chiedo, una donna del Piemonte deve trovarsi in difficoltà rispetto a tutte le altre donne d’Italia?”.

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