Continua la traversata di Giovanni Panzera: superate tre salite storiche del Centro Italia

Il viaggio del cuneese lungo la spina dorsale del nostro paese prosegue: ha superato il Blockhaus, il Gran Sasso e il Terminillo, tre tra le più massacranti tappe di montagna dell’Italia centrale

La traversata del documentarista e cicloamatore cuneese Giovanni Panzera dall’Etna al Monviso continua, lenta ma costante, e si arricchisce ogni giorno di nuove, prestigiose conquiste.

L’avevamo lasciato in Abruzzo, ai piedi del famigerato Blockhaus, il “Gigante cattivo degli Appennini”, una delle salite più impegnative d’Italia con un dislivello di 2000 metri in 22 chilometri. Giovanni ha preso fiato e ha affrontato questa salita con pendenza del 10%, portandosi a casa una delle tappe più ostiche del suo viaggio.

Ma nel giro di pochi giorni Giovanni ha affrontato altre due storiche salite dell’Italia centrale. Innanzi tutto quella del Gran Sasso/Campo Imperatore, che culmina in un altopiano suggestivo (ricorda il Tibet) e ricco di storia. Nell’Hotel del luogo, infatti, fu tenuto prigioniero, tra il 28 luglio e il 12 settembre del 1943, Benito Mussolini, che sarà poi liberato dai tedeschi per fondare lo stato fantoccio della Repubblica di Salò.

Nell’affrontare questa tappa, la memoria di un appassionato di ciclismo come Giovanni non poteva che correre anche all’impresa di Pantani del 22 maggio 1999.< 

Altro grande “gigante” affrontato e superato è stato senza dubbio il Terminillo. Una salita dolomitica: pendenza media del 7% (ma con picchi di 10-12%), lunga 26 chilometri, che culmina nel Valico della Leonessa, a quota 1895 metri. Con il Terminillo Giovanni ha completato 53 delle 92 salite in programma, tra tappe celeberrime e percorsi poco conosciuti, ma altrettanto estremi.

 

Ovviamente, come da tradizione, il viaggio di Giovanni non è solo un’impresa sportiva, ma anche un modo per unire l’Italia e gli italiani in un abbraccio virtuale. In questo senso, un’esperienza eccezionale è stata certamente la visita al centro storico di L’Aquila e ai paesi limitrofi, colpiti dal terribile terremoto di nove anni fa, a cui Giovanni, insieme al fratello Teresio, aveva dedicato uno dei documentari a lui più cari. Dopo aver superato l’Abruzzo, in cui Giovanni ha avuto anche modo di parlare con alcuni pastori del posto, il viaggio continua verso le Marche e l’Emilia.