Coldiretti Cuneo: basta importazione selvagge di carne e grano dal Canada

Allarme sicurezza a 3 anni dall’entrata in vigore del CETA. Fondamentali gli accordi di filiera come “Gran Piemonte” che garantiscono tracciabilità e riconoscono prezzi equi ai produttori

A causa dell’accordo di libero scambio tra UE e Canada, nel 2020 sono raddoppiate in Italia le importazioni di prodotti alimentari canadesi che crescono in valore del 77% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sugli effetti dell’accordo CETA in base ai dati ISTAT relativi al primo semestre 2020, divulgata a tre anni dall’entrata in vigore, in via provvisoria, del trattato di libero scambio tra Unione europea e Canada, peraltro mai ratificato dal Parlamento italiano.

Un accordo che si sta rivelando un ottimo affare soprattutto per il Paese nordamericano ma che alimenta preoccupazioni per l’Italia. A trainare il boom degli arrivi dal Canada – spiega Coldiretti – sono il grano e gli altri cereali (+82%), nonostante il prodotto canadese non rispetti le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese e sia trattato con l’erbicida glifosato in pre-raccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole.

A preoccupare è anche la crescita record delle importazioni di carne canadese (+91%), visto che nel Paese nordamericano per l’alimentazione degli animali è consentito un sistema che in Europa è vietato da oltre vent’anni.

“La presenza sui mercati esteri è vitale per le produzioni agroalimentari tricolore – evidenzia Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – ma negli accordi di libero scambio va garantita reciprocità delle regole e salvaguardata l’efficacia delle barriere non tariffarie, perché non è possibile agevolare l’importazione di prodotti ottenuti secondo modalità vietate in Italia. È una situazione che fa concorrenza sleale al Made in Cuneo, per cui acquisiscono ulteriore valore gli accordi di filiera come ‘Gran Piemonte’ per il frumento tenero avviato con il CAP Nord-Ovest”.

“Le speculazioni di filiera e le importazioni selvagge che riguardano carne e grano – sottolinea Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – sono la punta dell’iceberg delle difficoltà che deve affrontare l’agricoltura italiana. Per questo vanno incentivati progetti virtuosi che garantiscano alle nostre imprese una prospettiva di reddito a medio-lungo periodo oltre ad assicurare ai consumatori tracciabilità e sicurezza alimentare. Assicurare la sostenibilità della produzione con impegni pluriennali e riconoscere un prezzo di acquisto equo, basato sugli effettivi costi sostenuti, devono essere gli obiettivi principali alla base dei veri accordi di filiera”.

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