“Chiederò agli studenti di tenere la mascherina anche al banco”: l’invito del preside degli istituti “Cigna”, “Baruffi” e “Garelli” di Mondovì

Il dirigente scolastico, Giacomo Melino, ha precisato: "Vogliamo garantire il massimo livello di sicurezza possibile. Si tratta di una richiesta, non di un'imposizione"

Tra poche ore scatterà ufficialmente l’anno scolastico 2020/2021 anche in Piemonte e la stessa Regione, per bocca del suo presidente, Alberto Cirio, ha ricordato agli studenti il vademecum delle norme da osservare in classe e fuori per ridurre al massimo i rischi di contagio da Coronavirus.

Il governatore ha spiegato che all’ingresso della scuola sarà consegnata agli alunni la mascherina con cui sostituire quella con cui sono arrivati da casa, aggiungendo che il dispositivo di protezione individuale potrà essere non indossato quando l’allievo sarà seduto al banco, rigorosamente distanziato dai suoi compagni di classe.

A Mondovì, però, c’è chi pensa che la prudenza non sia mai troppa e chiederà ai suoi ragazzi di tenere sul viso il più a lungo possibile: si tratta di Giacomo Melino, dirigente scolastico degli istituti “Cigna”, “Garelli” e “Baruffi”, resosi protagonista di una decisione che va sicuramente in controtendenza rispetto a quanto stabilito a livello nazionale.

“Vogliamo garantire il più elevato livello di sicurezza possibile – ha precisato il preside, che abbiamo raggiunto telefonicamente nella giornata di oggi, domenica 13 settembre –. È vero che i banchi sono distanziati, ma, come afferma il nostro medico competente, basta muoversi di poco affinché il distanziamento di sicurezza venga meno.

Il professor Melino ha tuttavia precisato che si tratta di una “richiesta”, di un “invito”, “non certo di un’imposizione”, ribadendo il suo unico scopo: tutelare la salute collettiva.