Saluzzo Migrante: “La conta dei danni, nessun accenno ai braccianti” foto

"Poche ore di nubifragio sono bastate a rendere ancora più difficile la condizione dei braccianti, che risentirà anche dei danni provocati ai frutteti, alla produzione e, di conseguenza, di condizionamenti sulla richiesta di manodopera"

Il violento nubifragio che si è abbattuto sul saluzzese lo scorso mercoledì 12 agosto ha causato danni ai frutteti ma non dimentichiamo i braccianti della zona.

Saluzzo Migrante è stata in prima linea quello stesso mercoledì sera per un Presidio Mobile ed è ritornata il giorno successivo, al mattino, là dove i braccianti in cerca di lavoro dormono all’aperto.

“Tetti scoperchiati, frutteti devastati, alberi abbattuti: mercoledì 12 agosto, dopo ore di temporali, vento e grandine il Saluzzese fa i conti con i danni a case, strade, economia locale.

Il giorno dopo sui giornali però non abbiamo trovato accenno a quelle persone che, anche sotto il nubifragio, sfrecciavano in bicicletta lungo le strade inondate dove il fango si mescolava alla frutta abbattuta.

Nell’insediamento nato a Lagnasco, accanto al cimitero, nella serata di mercoledì abbiamo nuovamente portato coperte che il giorno dopo abbiamo trovato stese ad asciugare e teli anti-pioggia. I secchi erano ancora pieni dell’acqua che i braccianti hanno tentato di levare dalle pozze create sotto le baracche auto-costruite. I cartoni fradici erano ammassati all’ingresso lungo le reti, le scarpe ricoperte di fango erano ordinate ai piedi di ogni giaciglio improvvisato.

Abbiamo raccolto la rabbia e frustrazione di chi, ci ha raccontato, è in Italia da anni e si ritrova a vivere in questa condizione. Molti sono braccianti “storici”, che ci hanno detto di avere già un contatto con un datore con cui hanno già lavorato gli anni precedenti, da cui aspettano una chiamata o che sanno già li assumerà più avanti.

A pochi metri i container dell’Accoglienza Diffusa dove ha trovato un tetto chi ha un contratto o lo sta per firmare. Il vento e la grandine hanno danneggiato alcuni vetri delle strutture, un pezzo del muro che divide i container è crollato” è quanto racconta Saluzzo Migrante.

Conclude: “Poche ore di nubifragio sono bastate a rendere ancora più difficile la condizione dei braccianti, che risentirà anche dei danni provocati ai frutteti, alla produzione e, di conseguenza, di condizionamenti sulla richiesta di manodopera“.