Roburent, il sindaco: “Turismo e viabilità post-Covid, noi reagiamo così” foto

Giulia Negri, primo cittadino del Comune alpino, ha elencato le iniziative messe in campo per garantire la miglior fruibilità possibile in località San Giacomo e incentivare i visitatori liguri. Ma c'è il nodo autostrade

Che la pandemia di Coronavirus abbia rappresentato e rappresenti tuttora una grave zavorra per le casse statali non è un mistero, ma troppo spesso si finisce per dimenticare la difficoltà quotidiana che incontrano coloro i quali sono chiamati a dare risposte alla cittadinanza, essendo i loro primi interlocutori.

Stiamo parlando dei sindaci, in particolare di quelli dei piccoli Comuni, come, ad esempio Roburent; la località alpina monregalese annovera appena 478 abitanti (dati rilasciati dall’ufficio anagrafe a inizio gennaio 2020), con 6mila seconde case che rendono le vacanze natalizie e quelle estive il momento di maggior slancio economico per le attività dell’intera vallata.

“Purtroppo, dopo il Covid-19, anche noi abbiamo registrato una diversificazione del turismo – ha spiegato il sindaco, Giulia Negri, che abbiamo intervistato telefonicamente –. Molti affezionati si recano da noi a week-end alterni, complici le innegabili peregrinazioni che, dalla Liguria, si è costretti a fare per raggiungerci. Il Governo dovrebbe capire la portata del danno che sta arrecando all’indotto economico”.

Già, la Liguria: Roburent è di fatto un feudo genovese, con il 60% dell’affluenza proveniente dalla Superba e il 90% dalla regione delle quattro province. In queste settimane, solitamente di punta, si scopre invece un turismo diverso, locale, con persone che giungono da altre zone della Granda. Molto spesso si tratta di escursionisti, che non possono chiaramente diventare protagonisti del meccanismo di economia circolare che in tutti questi anni ha costituito il punto di forza del Comune monregalese.

Piangersi addosso, però, non è mai utile, né produttivo: così, l’amministrazione roburentese ha scelto di provare a reagire. Ho deciso di avvicinarmi alle località turistiche di maggior richiamo – ha asserito il primo cittadino –, istituendo un centro pedonale, con divieto di transito alle auto nelle ore serali per tutto il mese di agosto. Un passo a nostro avviso da fare, al fine di conferire un’impronta nuova al paese. Inoltre, abbiamo istituito la zona disco di fronte alle attività commerciali di San Giacomo di Roburent per garantire il ricambio di veicoli e assicurare a turisti e clienti la possibilità di trovare parcheggio e abbiamo rifatto la segnaletica orizzontale e verticale, oltre all’attivazione della ztl in località Cardini”.

A settembre ci sarà poi un incontro con gli esercenti di San Giacomo per sondare i loro umori in riferimento alla nuova viabilità. A loro, intanto, prima ancora delle disposizioni governative, è stato garantito l’esonero dal pagamento della Tosap, con la possibilità di allargare gratuitamente la superficie dei loro dehor, che infatti, oggi, invadono la sede stradale, resa transitabile a senso unico a una corsia.

E gli eventi? Il presidente della Pro Loco, Paolo Manera, forte delle sue competenze tecniche, ha regalato i piani Covid all’associazione “La Luna”, che ha così organizzato un mercatino diurno e notturno lo scorso 25 luglio, in occasione della festività del Santo Patrono, e tornerà a farlo per altri due venerdì d’agosto e a Ferragosto. Tra le norme da rispettare, la presenza di percorsi con corridoi e distanze e la responsabilizzazione degli ambulanti, chiamati a igienizzare la merce ogni volta che questa viene toccata dall’utenza.

Alcuni dubbi gravitano invece sulla Fiera della Montagna (in calendario la terza domenica di settembre) e sulla castagnata: “Come distribuiremo le caldarroste senza creare assembramenti?”, si chiede Manera. “Abbiamo già le transenne lignee di protezione, che separano l’area di cottura dagli avventori, ma resta il problema delle norme anti-Covid”. Fra parentesi, la castagnata di San Giacomo di Roburent è probabilmente l’unica (o, comunque, una delle poche) della provincia di Cuneo che prevede il consumo gratuito delle castagne da parte dei partecipanti: “Un modo per ringraziare i turisti a fine stagione”, spiegano dal paese. È anche così, con l’umanità, del resto, che si deve provare a ripartire.