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Intervengono i legali del padre dei 4 bimbi cuneesi allontanati dalla famiglia

Anche il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese ha rilasciato una dichiarazione sull'argomento

Continua a far parlare la vicenda dei quattro fratellini di Cuneo allontanati dalla madre.

Sentita la controparte, i legali del padre, nei procedimenti tutt’ora in corso questo è il quadro che emerge della situazione in merito alle nostre domande.

Per quale motivo i ragazzi sono stati affidati ai nonni paterni considerando che questi sono i genitori del presunto pedofilo, e non sono stati subito affidati a comunità o famiglie come è stato poi fatto a luglio? I ragazzi furono affidati ai nonni paterni perchè tale soluzione consentiva di evitare lo scenario dell’affidamento ai Servizi con collocamento in Comunità ed il loro sradicamento dalla famiglia d’origine.
I minori avevano avuto un rapporto molto significativo con i nonni che quindi avevano manifestato la loro disponibilità ad accoglierli proprio per evitare l’attuale collocazione.

A quanto sostiene la madre dei 4 minori e come indicato agli atti del febbraio 2020 il padre fin da subito voleva che i figli venissero divisi, ne conoscete la motivazione? Non corrisponde al vero che il padre sin da subito abbia chiesto che i figli fossero divisi. Purtroppo è stata una decisione sofferta e tormentata alla quale si è addivenuti dopo aver constatato il rifiuto dei ragazzi verso qualsiasi supporto educativo e psicologico. La loro condizione psico fisica non era responsabilmente accettabile e la loro coesione poteva trasformarsi in un ulteriore pregiudizio per il loro sano sviluppo.

Nel periodo in cui i ragazzi sono stati dai nonni hanno avuto contatti con il papà? In che modo il padre sta facendo il padre? Il padre non ha contatti con i figli da quasi due anni. Il padre sente regolarmente le Comunità dove i figli sono collocati e i riscontri sono tranquillizzanti.

Dal punto di vista professionale come ritenete la scelta del giudice di non sentire i minori? L’Autorità Giudiziaria ha motivato la decisione di non disporre l’ascolto del minore secondo un consolidato orientamento della Suprema Corte.

Intanto anche il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese ha rilasciato una dichiarazione in merito: “La delicata e complessa vicenda riguardante i quattro fratelli del Cuneese è oggetto di due procedimenti giudiziari (di cui sui giornali sono comparse informazioni non complete), giudizi tuttora pendenti, per cui questo servizio ritiene di non poter fornire altre notizie. Si precisa che i servizi sociali del Consorzio socio assistenziale del Cuneese, in collaborazione con la Neuropsichiatria dell’Asl CN1 e su indicazione dei Giudici, hanno costantemente monitorato la situazione e attivato gli interventi richiesti dall’Autorità Giudiziaria e hanno relazionato con continuità l’evolversi della situazione nel primario interesse dei minori, riportando altresì le richieste dei minori stessi.”