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Elezioni rinviate e scuole chiuse anche a settembre? Ricciardi: “Il rischio c’è”

20 agosto 2020 | 14:04
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Elezioni rinviate e scuole chiuse anche a settembre? Ricciardi: “Il rischio c’è”

642 nuovi casi di Coronavirus nelle ultime 24 ore e una curva epidemica in costante rialzo: sarà decisivo il comportamento della popolazione italiana nei prossimi giorni

Il Coronavirus sta tornando con forza. Lo certificano, purtroppo, i numeri: 642 nuovi casi di positività nelle ultime 24 ore e curva dei contagi in costante rialzo. Tanto che ora inizia a serpeggiare il timore di uno slittamento della riapertura delle scuole, programmata per il 14 settembre.

Nelle ultime ore è intervenuta sull’argomento Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione, che ha di fatto garantito la ripartenza delle lezioni frontali entro la data stabilita, ma proprio nella mattinata odierna, in diretta su Rai Tre ad “Agorà Estate”, Walter Ricciardi, membro dell’OMS e consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha sollevato alcune perplessità e non soltanto sulla scuola. Sì, perché a suo dire non sarebbe a rischio unicamente la possibilità di tornare in classe, ma anche quella di svolgere regolarmente le elezioni previste nel week-end del 20 e 21 settembre (Regionali, Comunali e referendum sul taglio dei parlamentari).

“Dobbiamo mettere sotto controllo questa curva epidemica che si è rialzata – ha asserito Ricciardi –. Da noi si è rialzata poco, ma in altri Paesi come la Spagna e la Croazia si è rialzata moltissimo. Ecco, in quei Paesi oggi non si potrebbe votare, in Italia ancora sì, ma solo se tutte le fasce di età, specie quella tra i 20 e i 40 anni, modificheranno positivamente i propri comportamenti. Se questo verrà fatto, sicuramente ci si potrà recare alle urne e riprendere la scuola. Se invece questo non succederà, probabilmente ci troveremo nelle condizioni, come in altri Paesi, in cui queste attività sono messe a rischio.

Secondo l’esperto l’aumento dei casi era prevedibile, ma “l’aumento è preoccupante, inutile nasconderlo. Siamo però ancora nella possibilità di controllarlo. Certamente si poteva fare di più. Abbiamo sempre detto che le discoteche sono un ambiente incompatibile con l’epidemia, perché i giovani vanno ad ammassarsi, così come nei bar e nei ristoranti. Quando la distanza di sicurezza viene abbassata, siamo in grado di vedere dopo 7 giorni, 2 settimane, un aumento dei casi, come sta sistematicamente avvenendo”.