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Da Sant’Anna di Bellino a Sant’Anna di Vinadio: 11 ragazzi in cammino guidati da Don Ocio foto

113 km in montagna con lo zaino sulle spalle: l'esperienza dei ragazzi della Diocesi lungo i sentieri delle Valli Varaita, Maira e Stura

S. Anna di Vinadio. Sono undici i ragazzi che si sono messi in cammino, guidati da Don Ocio, lungo il tratto S.Anna di Bellino – S. Anna di Vinadio in 6 giorni di cammino. Il tema: per darsi una regola di vita.

L’evento è stato organizzato dalla Diocesi di Cuneo dal 5 al 12 agosto e prevedeva il pernottamento in tutte le case alpine sparse nelle valli per poi arrivare a destinazione: Sant’Anna di Vinadio.

“Camminare serve per capire a che punto si è della propria vita – commenta Don Carlo Occelli direttore del Servizio per la pastorale giovanile della diocesi di Cuneo – abbiamo sperimentato in questi giorni che le cose essenziali sono poche. E su queste che abbiamo lavorato. L’intero percorso era legato alla Regola di S. Benedetto: anche per la fede occorre darsi una regola, per non impazzire di buona volontà”.

Il percorso, di circa 110 km e 7.300 metri di dislivello, è stato:

– Sant’Anna di Bellino, Colle di Bellino, Colle Greguri, Saretto
– Saretto, Colle Ciarbonet, Passo dell’Escalon, Colle della Scaletta, Monte Scaletta, Argentera
– Argentera, Col di Puriac, Pas de Morgon, Colle del Ferro Nord, Ferrere
– Ferrere, Colle di Stau, Murenz
– Murenz, Passo sottano di Scolettas, Passo di Rostagno, Strepeis
– Strepeis, Passo di Tesina, Sant’Anna di Vinadio

Grande è stata la soddisfazione dei ragazzi che hanno partecipato: Lucia, Andrea, Letizia, Gabriele, Sofia, Maria, Lorenzo, Michele, Sara, Caterina, Marta.

” Tutte le mattine ci svegliavamo alle 6:30, preparavamo lo zaino, facevamo colazione e poi ci mettavamo in cammino – commenta uno dei ragazzi – le tappe erano di circa 20 km. Siamo stati immersi nella natura per una settimana. Insieme siamo riusciti a fare gruppo, abbiamo imparato il senso della lentezza e dell’attesa. Ogni mattina, su un colle, ascoltavamo il Vangelo e il commento di Don Ocio. La discesa ci permetteva di riflettere e, a sera, ognuno portava il proprio pensiero della giornata”

 

 

 

— Foto di Michele Dardanelli