Cuneo adotta “misure finalizzate al contrasto del degrado urbano”

Divieto di occupazione del suolo aperto all’uso pubblico senza espressa autorizzazione da parte del Comune, così come la permanenza con giacigli, cartoni, materassi, coperte, sacchi a pelo o simili su suolo pubblico

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Cuneo. In questi giorni, in collaborazione con la Croce Rossa di Cuneo, le associazioni del terzo settore e del volontariato, è stato riaperto il dormitorio in via Bongiovanni che ad oggi ospita una cinquantina di persone. Parallelamente sono entrati nel vivo il progetto “La B.O.A.” che, grazie ad un’equipe di professionisti del sociale, di educatori, di animatori di comunità e di mediatori, si occupa di sostenere i cittadini e fornire informazioni alle persone in arrivo e transito sul territorio comunale e la collaborazione con il programma Fami “La Buona Terra” per la creazione di un servizio infopoint dedicato ai candidati braccianti agricoli.

Tre iniziative che hanno come obiettivo quello di fornire supporto e aiuto alle persone senza fissa dimora o che si trovano in temporanea difficoltà a trovare un domicilio.

Nelle ultime settimane, sia in seguito ai continui controlli portati avanti dalla Polizia Locale e dalle Forze dell’Ordine che su segnalazione di cittadini e commercianti, si è infatti registrato un incremento di persone che vivono per strada o che mettono in atto comportamenti molesti. Un fenomeno che ha reso necessario adottare dei provvedimenti per evitare conseguenze a livello di sicurezza e tutelare la civile convivenza, nonché l’igiene e sanità pubblica in questo particolare contesto caratterizzato dall’emergenza Covid-19.

Per questo motivo, ieri (venerdì 14 agosto ndr) è stata firmata l’ordinanza n. 488 che, a partire da oggi e fino al 31 ottobre 2020, prevede il divieto di occupazione del suolo aperto all’uso pubblico senza espressa autorizzazione da parte del Comune, così come la permanenza con giacigli, cartoni, materassi, coperte, sacchi a pelo o simili su suolo pubblico.

Ferma restando l’applicazione delle sanzioni (da 300 a 900 euro), la violazione delle prescrizioni in alcune aree cittadine prevede la possibilità di contestare al trasgressore l’ordine di allontanamento (“Daspo Urbano”). Le zone in cui opera la disciplina dell’ordine di allontanamento sono individuate in tutte le aree in un raggio di 50 metri da strutture ospedaliere; luoghi di culto; aree cimiteriali; aree monumentali, luoghi di pregio storico e/o turistico; edifici ad uso pubblico, uffici pubblici; parchi, viali ed aree verdi; biblioteche, musei; portici del concentrico cittadino; parcheggi ed altre aree di sosta dei veicoli; impianti sportivi; Stazione ferroviaria con giardinetti, sottopassi e aree adiacenti; piazze, viali, corsi; aree adibite a mercati, manifestazioni, eventi sportivi; ingressi degli esercizi commerciali, di somministrazione alimenti e bevande e in genere di vendita al pubblico; aree di pertinenza dei trasporti pubblici e i mezzi di pubblico trasporto nonché delle aree private aperte al pubblico; aree appartenenti al centro storico; aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati pubblici e spettacoli nonché presidi sanitari.

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