“Aprire il tunnel di servizio della miniera di carbone ai visitatori”: la nuova intuizione turistica di Nucetto foto

Svolti i primi sopralluoghi e ottenuti i primi finanziamenti: nel paese valtanarino la possibilità di implementare il già esistente sito storico è tutt'altro che remota

C’erano (quasi) tutti i principali interlocutori del territorio al sopralluogo: Regione Piemonte (consigliere Paolo Bongioanni), Fondazione CRC (Massimo Gula), ATL del Cuneese (Rocco Pulitanò). Un segno tangibile, evidente e inequivocabile di come a Nucetto si stia cercando di fare le cose davvero sul serio.

Il progetto del sindaco Enzo Dho e della sua amministrazione, del resto, è davvero interessante: aprire il tunnel di servizio della miniera di carbone ai visitatori, istituendo visite guidate e posizionando allestimenti interni in grado di rendere più accattivante l’esperienza, magari arricchendola con un plastico tridimensionale ubicato all’ingresso e utile a preparare i turisti a ciò che osserveranno all’interno della galleria.

Certo, vanno eseguite prima le opere di messa in sicurezza, dal momento che dentro sono state trovate tre frane che ostacolano il passaggio, motivo per cui negli anni Settanta il tunnel era stato chiuso. Le hanno visionate non soltanto il primo cittadino, ma anche alcuni speleologi di Novara e Savona e i rappresentanti dell’associazione storico-culturale “La Marina”.

Il tunnel potrebbe essere visitabile per i primi cento metri e il costo dovrebbe risultare sostenibile; a tal proposito, si sta provvedendo a redigere uno studio di fattibilità ed è stato interessato un ingegnere per monitorare il movimento delle frane. Dulcis in fundo, ci sta credendo seriamente anche la Fondazione CRC, che, infatti, nei mesi scorsi ha erogato un primo contributo di 10mila euro per finanziare i lavori di rimozione frane.

Esternamente, invece, l’area è già ben attrezzata: vi sono pannelli informativi che riportano la storia della miniera e che presto saranno pubblicati sul sito internet del Comune e, nelle immediate vicinanze, è stata creata una zona pic-nic, con due barbecue e un percorso benessere con postazioni per l’esecuzione di esercizi ginnici.

Ora, la nuova iniziativa, che contribuirebbe senza dubbio a una maggior diffusione della storia di una miniera sottoposta a chiusura prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, salvo poi essere riaperta in fretta e furia nel bel mezzo del conflitto bellico a causa della necessità di reperire materie prime come ferro e carbone. Nel 1949, tuttavia, fu chiusa definitivamente dalla Fiat di Torino, proprietaria del giacimento (il materiale estratto non era di qualità), la quale assunse tutti i minatori nucettesi nelle proprie fabbriche ed evitò che rimanessero senza lavoro.