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Sostegno economico per i lavoratori atipici

La Regione stanzierà 10 milioni di euro, che verranno presi dalle risorse del piano “Riparti Piemonte”, e che andranno a favore di quei lavoratori “aticipi” quelli che non hanno potuto beneficiare degli ammortizzatori sociali.

Pagata la cassa in deroga, ora la Regione stanzierà 10 milioni di euro, che verranno presi dalle risorse del piano “Riparti Piemonte”, e che andranno a favore di quei lavoratori “aticipi” quelli che non hanno potuto beneficiare degli ammortizzatori sociali.

L’annuncio è stato fatto dall’assessore al Lavoro, Elena Chiorino dopo un incontro col ministro Nunzia Catalfo: “Queste persone sono state lasciate fuori dai provvedimenti della cassa integrazione in deroga – ha dichiarato l’assessore – il ministro nell’incontro ci ha chiesto quali erano le difficoltà che incontravamo nell’aiutare queste persone e in che modo potevano far arrivare il denaro. Noi abbiamo per ora a disposizione solo 10 milioni, che attiveremo subito, il resto sarà competenza del governo”.

La tempistica prevede la delibera pronta per la fine di luglio e le erogazioni di qui a un mese. Per quanto riguarda il numero dei beneficiari, al momento non è ancora del tutto definito anche se la stima dei potenziali richiedenti ai aggirerebbe intorno ai 15-16mila.

Per esempio, solo per il personale delle cooperative che lavorano nelle mense scolastiche, chiuse con le scuole da febbraio, si parla di circa 9.000 addetti in Piemonte. Nel provvedimento dell’assessorato dovrebbero essere compresi anche i lavoratori aeroportuali e gli stagisti.

In Piemonte sono ancora moltissimi i lavoratori costretti ancora a casa per la sospensione delle attività: 150mila sono quelli con ammortizzatori ordinari o in deroga mentre ai primi di luglio si contavano 60mila metalmeccanici in cig ordinaria e altri 91.335 lavoratori in deroga, mentre al 2 luglio l’Inps aveva erogato prestazioni per 120 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli artigiani l’Ente bilaterale artigianato piemontese (Epab) ha valutato in ulteriori 40 milioni il fabbisogno nonostante che in Piemonte finora siano state soddisfatte le domande relative al mese di marzo per 18,5 milioni di euro.

Da sottolineare il fatto che gli ammortizzatori sociali hanno comportato  188 milioni di giornate al lavoro perse, 229 mila persone allontanate dall’occupazione con la conseguenza, per queste, della perdita di 436 milioni di euro di stipendi.