Situazione lavoratori stagionali nel saluzzese sotto controllo

Situazione sotto controllo nel saluzzese per quanto riguarda i braccianti agricoli e il questore di Cuneo bolla come destituite di ogni fondamento le notizie apparse sul web relative a focolai di covid registrati tra gli immigrati

Durante il consueto incontro con i giornalisti tenutosi oggi, il questore di Cuneo, Emanuele Ricifari è tornato sul tema del lavoro stagionale della raccolta di frutta, che quest’anno ha portato con sé molte polemiche legate anche all’emergenza coronavirus.

Il questore ha sottolineato il fatto che nelle scorse settimane sono stati effettuati ulteriori controlli, specialmente nel saluzzese, insieme a carabinieri e guardia di finanza. I 115 immigrati che erano ancora in attesa di sistemazione sono stati collocati nelle strutture rese disponibili dai comuni. La situazione, per quanto riguarda la regolarità delle posizioni lavorative, è risultata complessivamente serena. Su oltre 50 controlli, effettuati insieme all’Ufficio territoriale del lavoro, sono emerse poche irregolarità relativamente alle normative anti covid da seguire, ad esempio non sempre i lavoratori sono stati suddivisi, come previsto, in squadre omogenee e riconoscibili. Le violazioni di legge che sono state riscontrate riguardano solo alcune tardive trascrizioni dei contratti di lavoro. C’è ancora qualcosa da fare, secondo il questore, per quanto riguarda l’abitudine a procacciare lavoro sulla piazza di Saluzzo, fatto che non costituisce reato a patto che il lavoratore reperito con queste modalità venga messo in regola.

Il questore si è poi soffermato su alcune notizie diffuse sul web relativamente a focolai di covid-19 riscontrati nel saluzzese, che sono destituite di ogni fondamento. Parlano i dati: su 10mila braccianti italiani e immigrati, verificati ad oggi dalle aziende agricole, si sono verificati solamente 7 casi di positività al covid-19 e solo in 1 si è reso necessario il ricovero per motivi prudenziali e non perché fossero emerse criticità.

E anche nel caso della Giovanni XIII° il questore è stato critico nei confronti di coloro che hanno voluto dare una connotazione diversa dalla realtà ai fatti avvenuti. Nell’associazione, infatti, i primi infetti sono stati italiani, dipendenti della stessa. Una volta accertata la positività, dalla Giovanni XXIII° si sono adoperati per verificare chi avesse avuto contatti con il personale risultato positivo. Dalle ricerche fatte è risultato un solo caso di positività ulteriore.

Il questore ha comunque confermato che i controlli continueranno anche nei prossimi giorni.