Operazione  “Di padre in figlio” della squadra Mobile

Due dipendenti infedeli, padre e figlio, rubavano pezzi di ricambio all'azienda in cui lavoravano, per poi rivenderli in nero. Le indagini della squadra Mobile, nel corso dell'operazione denominata "Di padre in figlio", hanno portato all'arresto dei responsabili

Sono padre e figlio di 58 e 26 anni ed erano impiegati come autotrasportatore e magazziniere in un’azienda metalmeccanica di Cuneo specializzata in macchinari agricoli, peccato che arrotondassero, eufemisticamente parlando, lo stipendio rubando e rivendendo in nero pezzi di ricambio che venivano piazzati a metà prezzo a “clienti” anche all’estero.

 Nel corso delle indagini la polizia ha seguito e filmato per diverso tempo il padre, che ha effettuato “consegne” anche in provincia di Rieti, Udine e Venezia. Si può dire tranquillamente che l’azienda metalmeccanica nella vicenda si è trovata a rivestire il ruolo di “mazziata e cornuta”. Cornuta, per l’infedeltà dei due dipendenti, mazziata perché, oltre a essere stata derubata dei pezzi di ricambio, per la consegna del maltolto durante la settimana veniva utilizzato il tir dell’azienda alla quale, in sovrapprezzo, sono stati rubati anche 2500 litri di carburante. Unica spesa viva a carico dei ladri l’utilizzo per le consegne,  nel fine settimana, dell’auto del 58enne.

Durante l’interrogatorio svoltosi di fronte al pm Giulia Colangeli i due, che ora sono agli arresti domiciliari con l’accusa di furto aggravato e continuato in concorso, hanno ammesso le loro responsabilità specificando le modalità con le quali agivano, con il figlio che si preoccupava dell’uscita della merce dal magazzino mentre il padre aggiungeva al suo giro di consegne regolari alcune deviazioni per piazzare il materiale rubato. Tra l’altro, la coppia di dipendenti infedeli si era costruita un magazzino nel giardino di casa dove ha occultato ricambi e accessori rubati per un valore di oltre 200mila euro. Durante la perquisizione effettuata gli uomini della Mobile hanno rinvenuto anche 11.000 euro in contanti e recuperato 2.500 litri di carburante sottratto all’azienda.

Le indagini della squadra Mobile, diretta dal dottor Pietro Nen, proseguono per risalire ai ricettatori della merce rubata.