Quantcast

Come sarà il rientro a scuola? Il pensiero del dirigente del plesso buschese

Davide Martini: "Ad oggi siamo in una situazione di work in progress. Se da un lato, infatti, ci sono state forniti alcuni strumenti per iniziare ad organizzare il prossimo anno scolastico, dall'altro permangono ancora molti dubbi ed incertezze"

Busca. In questo 2020, che sarà ricordato sicuramente per il covid-19, si sta lavorando alacremente per il rientro sui banchi di scuola. La riorganizzazione degli spazi è sicuramente uno dei punti cruciali della questione. Abbiamo fatto il punto della situazione con il dirigente Davide Martini del plesso “G.Carducci” di Busca.

Ai genitori che si trovano a doversi riorganizzare nuovamente dopo la pausa estiva non è possibile dare risposte certe sui modi della ripartenza perché non arrivano a vostra volta chiarimenti dal Ministero e dalla Regione, è corretto? “Alcune indicazioni stanno arrivando in questi giorni, pertanto le prime risposte si possono iniziare a dare, come ad esempio la ripartenza ufficiale il 14 di settembre, il fatto che riprenderemo in presenza (salvo diverse indicazioni dell’ultima ora) e potremmo anche dire che la scuola primaria e la scuola secondaria riprenderà con orario pieno, confermando la struttura di settimana breve scelta dall’84% dei genitori dell’Istituto. Sono invece in ombra ancora molte indicazioni, soprattutto sulla scuola dell’infanzia poiché ad ora non ci sono informazioni precise da pare di MIUR e Regione.”

Una delle poche certezze sembra essere la data di inizio dell’anno scolastico, il 14 settembre. Una data non lontana. Ancora una volta i bambini vengono lasciati “per ultimi”? “La complessità del sistema scolastico è senza dubbio alla base di alcuni ritardi nelle comunicazioni ufficiali sulla scuola e sulla ripartenza. Questa situazione impone a tutti gli operatori della scuola di tenere alta l’attenzione in questo periodo estivo. In questi giorni, ad esempio, stiamo rilevando nei diversi plessi il fabbisogno di arredi per garantire il distanziamento, come richiesto dal Miur. Come scuola, stiamo lavorando con dei docenti ad un progetto per favorire la ripresa di alcune attività didattiche già a fine agosto, proprio per rendere più efficace il rientro degli alunni a scuola. Si tratta, tuttavia, di iniziative specifiche del nostro istituto.”

Avete linee guida, piani di organizzazione o si brancola ancora nel buio?Sono state pubblicate le prime linee guida sulla ripartenza, che danno appunto indicazioni generali su alcuni aspetti (distanziamento, uso della mascherina, divieto di assembramento ecc…), ma di fatto spetterà ad ogni singolo istituto scolastico organizzare autonomamente l’anno scolastico rispettando i parametri indicati dal MIUR, per tale ragione dovremmo lavorare durante l’estate per poter partire in modo efficace. Approfitto di queste righe per comunicare alle famiglie la disponibilità a contattarmi via mail per chiarimenti o informazioni sull’evoluzione della situazione.”

Qual è la situazione ad oggi (n.d.r. 20 luglio) per voi dirigenti?Ad oggi siamo in una situazione di work in progress. Se da un lato, infatti, ci sono state forniti alcuni strumenti per iniziare ad organizzare il prossimo anno scolastico, dall’altro permangono ancora molti dubbi ed incertezze. Provo a spiegarmi meglio. L’algoritmo elaborato dal MIUR sulla capienza delle aule, ad esempio, ci ha dato la possibilità di rilevare il numero di alunni che possiamo accogliere in ogni plesso; tuttavia, se questa informazione è utile per primaria e secondaria, non ha grande valore nella scuola dell’infanzia, dove non si può pensare a bambini seduti in un banco per 4 ore. In sintesi, se per primaria e secondaria qualche risposta si può iniziare a fornire, nulla di preciso può essere espresso per i bambini dai 3 ai 6 anni.”

Difficoltà rilevanti che avete allo stato attuale? “Fortunatamente la situazione specifica di Busca è abbastanza positiva. Le aule e gli spazi sono capienti per tutti i plessi, esclusa la scuola secondaria di I grado dove è necessario qualche aggiustamento tecnico, già concordato col Comune. Approfitto per sottolineare come l’Amministrazione comunale sia stata estremamente collaborativa con la scuola per la soluzione dei problemi che si sono incontrati. In sintesi, i nostri alunni, se non interverranno modifiche, potranno accedere alle loro aule senza grossi problemi, nel rispetto del distanziamento e delle norme di sicurezza.
Confrontandomi con i colleghi di altre scuole del territorio, posso dire che non per tutti la situazione è così serena. Un problema a parte è legato alle mense; su questo punto non abbiamo ancora dal MIUR o dalla Regione indicazioni chiare. Anche su questo versante, tuttavia, il Comune sta effettuando delle debite valutazioni.
Pare, invece, risolto il nodo del trasporto, poiché la Regione ha dato il via libera all’uso degli scuolabus, senza oneri di distanziamento.”

Si parla ancora di DAD (didattica a distanza) o rimarrà un’esperienza da annoverare nei ricordi per l’anno scolastico 2019/20?E’ difficilissimo dare una risposta a questa domanda. L’augurio è che non si debba più ricorrere alla DAD; in questi mesi mi sono a lungo confrontato coi docenti ed insieme abbiamo rilevato che l’apprendimento funziona quando è fatto in presenza e retto da una positiva relazione docente/alunno. Se tale affermazione è valida sempre, per i bambini della primaria e dell’infanzia risulta essenziale. Se si dovrà tornare alla DAD, la motivazione sarà la chiusura della scuola per problemi di contagio, come già avvenuto nell’anno appena concluso, e penso davvero che nessuno si possa augurare questo.”

Una peculiarità della scuola che dirige è il cosidetto “senza zaino” e quindi materiale condiviso, attività ad isole. Sembrerebbe necessario fare un passo indietro ma pare anche illogico dal momento in cui la Regione concede la lettura dei quotidiani nei locali pubblici. Dove sta la differenza? “Purtroppo il rientro a settembre dovrà seguire regole igieniche molto precise ed a farne le spese sarà non solo il modello Senza Zaino, ma anche numerosi altri aspetti di didattica innovativa che si è cercato di introdurre negli anni. Nello specifico del Senza Zaino, verrà probabilmente meno non solo il materiale condiviso, ma anche e soprattutto il lavoro al tavolone, quindi il lavoro cooperativo. Come scuola dovremmo infatti garantire il distanziamento di almeno un metro da un bambino ad un altro e questo non è possibile se si lavora al tavolo comune. Ogni bambino, almeno per quest’anno, tornerà al banco singolo. In questa situazione anche il materiale condiviso non sarebbe funzionale. Il cooperative learning, metodologia didattica che si stava diffondendo in tutto l’istituto, non sarà attuabile, almeno per quest’anno e fino a quando non verranno meno le norme sul distanziamento. Dovremmo pertanto, come scuola, ripensare modelli di apprendimento diversi, ma che favoriscano comunque la relazione tra i pari, pur nel rispetto delle norme igienico – sanitarie.”

Questo periodo storico che stiamo vivendo ha sicuramente rafforzato la comunicazione e il rapporto tra scuola e famiglie. Ciò che si chiede, da ambo le parti, è il bene di bambini e ragazzi, fondamentale tutelare la salute altrettanto fondamentale il diritto allo studio in tutte le sue forme quindi anche incontrare insegnanti, compagni, collaboratori, non dietro un monitor.