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Famiglie prudenti nel dopo lockdown

L'economia italiana pare essersi rimessa in moto in questa fase post lockdown, ma questo non basta a far sì che le famiglie abbandonino la prudenza per quanto riguarda i consumi. E' quanto emerge dall'osservatorio di Confcommercio

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In questa fase post lockdown l’economia italiana pare essersi rimessa in moto ma le famiglie sembrano ancora restie a spendere denaro. Secondo l’osservatorio di Confcommercio la situazione è particolarmente complessa per quanto riguarda la domanda di servizi, calata nel secondo trimestre del del 54,5% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il fatturato dell’industria, secondo i dati Istat, a maggio sale del 41,9% rispetto ad aprile e anche altri indicatori mostrano segnali positivi ma nonostante ciò i comportamenti delle famiglie, per quanto riguarda il consumo, anche in questa fase post-lockdown sono ancora prudenti.

L’indicatore dei consumi di Confcommercio a giugno ha registrato un calo del 15,2% annuo, dato meno negativo di quello visto nel trimestre precedente, ma che continua ad essere lontano dai valori pre-pandemia.

Il segmento dei beni sembra tornare più velocemente sui livelli dello scorso anno, anche se le perdite accumulate nei mesi scorsi determinano per alcune voci di spesa un gap difficilmente colmabile in tempi rapidi, mentre più complessa appare la situazione dei servizi, la cui domanda si presenta in flessione del 37,9% annuo. E questo è un segnale da valutare con molta attenzione, dato che si tratta della componente più importante dei consumi. Oltre alle difficoltà generate sul versante interno, la Confcommercio evidenzia che in molti casi si associa anche la pressoché totale assenza di domanda estera.

 

Immagine di repertorio www.pixabay.it

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