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Emergenza Covid-19, fornitura di mascherine alla popolazione

In Commissione Legalità è proseguita l’informativa della Giunta regionale sulle gare e gli affidamenti in materia di contrasto all’emergenza da Covid 19.

L’assessore alla Protezione Civile ha riferito in merito alla fornitura dei 5 milioni di mascherine ad uso sociale distribuite gratuitamente ai piemontesi, per le quali è stato previsto un bando di gara da 6 milioni di euro, che si sono aggiudicate tre aziende piemontesi e il cui costo è stato coperto utilizzando una parte delle donazioni ricevute sul conto corrente attivato dalla Regione per l’emergenza Coronavirus.

Rispetto ad altre Regioni è stata fatta la scelta di ricorrere a mascherine non chirurgiche sia perché riutilizzabili sia per non creare difficoltà alla fornitura di mascherine ai presidi ospedalieri, che dovevano invece rispettare precisi requisiti di protezione in ambiente sanitario.

Le tre aziende, ha ricordato l’assessore, hanno fornito un campione della produzione che ha superato i test di idrorepellenza previsti, effettuati dal Politecnico di Torino.

L’assessore ha poi relazionato in merito alle modalità e al piano di distribuzione: in un primo momento si era ipotizzato di affidarla a Poste Italiane, ma dopo confronto con le associazioni degli enti locali e i comuni capoluogo si è optato per una distribuzione in capo ai comuni.

Rispetto alla dicitura “prodotto e confezionato da aziende piemontesi” sulla carta intestata con i loghi di Regione e Protezione civile e al “made in Marocco” riportato sulle etichette delle mascherine prodotte dall’azienda Miroglio l’assessore ha sottolineato la correttezza delle informazioni, poiché i dispositivi sono stati prodotti da un’azienda piemontese nello stabilimento con sede in Marocco.

Il presidente della commissione ha chiesto se rispetto alle modalità di distribuzione è stato previsto un meccanismo di controllo, dal momento che ci sono segnalazioni di cittadini che non le hanno ricevute. L’assessore ha risposto che non è stato previsto un vero e proprio sistema di verifica, ma che sulla base delle segnalazioni pervenute sono state attivate le verifiche con i comuni ed ha precisato che entro il 31 luglio la distribuzione sarà completata.

Il capogruppo di Luv ha chiesto chiarimenti sul progetto “Piemonte fa da sé”, sulle ipotesi di subappalto della produzione emerse da un’inchiesta giornalistica e sul tipo di mascherine distribuite ai medici di base e nelle Residenze sanitarie assistite (Rsa).

Il M5s ha rivolto domande sull’impiego dei soldi raccolti con le donazioni, mentre il gruppo Pd ha chiesto delucidazioni sulla situazione attuale dell’Unità di crisi e sul tracciamento degli acquisti effettuati.

La Lega ha infine ricordato che sarà possibile fare sintesi quando saranno terminate le informative da parte dei diversi assessori.

Intanto, il pool anti-Covid della Procura di Torino, guidato dal pubblico ministero Giovanni Caspani, ha iscritto nel registro degli indagati il titolare di una ditta londinese e due intermediari per l’acquisto, nel pieno dell’emergenza coronavirus, di 350mila mascherine arrivate in ritardo e con caratteristiche diverse rispetto a quelle del preventivo con una truffa da oltre un milione di euro all’Unità di crisi della Regione Piemonte. Conti correnti, immobili e gioielli sono stati sequestrati ai tre indagati.  La Guardia di finanza, coordinata dal pool anti-Covid, ha anche sequestrato 8mila euro nei conti bancari del titolare della ditta londinese nel mirino dei magistrati e dei due intermediari.