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Consiglio comunale aperto a Bra per parlare di ‘ndrangheta

Si torna a parlare di 'ndrangheta a Bra ma questa volta l'argomento verrà trattato questa sera nel corso di un Consiglio comunale aperto, per chiarire le vicende che hanno interessato la città della Zizzola

Si torna a parlare della ‘ndrangheta a Bra che, secondo quanto riportato dall’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino, sarebbe presente sul territorio braidese con una propria “locale” fin dal 2015. E’ il tema del Consiglio comunale aperto che si terrà questa sera a partire dalle 20.30, con diretta sul canale Youtube del comune.

L’inchiesta ha toccato anche l’amministrazione comunale, con l’ex assessore Massimo Borrelli indagato per voto di scambio politico mafioso che, il giorno successivo ad aver ricevuto l’avviso di garanzia, si era dimesso dall’incarico. Inoltre, nelle intercettazioni effettuate dagli inquirenti era emerso anche il nome dell’ex sindaco ed ex assessore regionale Bruna Sibille alla quale uno degli arrestati, Salvatore Luppino, in una telefonata asseriva di aver portato voti. La Sibille si era detta estranea ai fatti, aggiungendo di non aver ricevuto avvisi di garanzia.

Per fare cessare le voci e chiedere chiarezza su quanto avvenuto le minoranze di centrodestra avevano chiesto un Consiglio aperto per comprendere meglio la situazione che aveva portato a 12 arresti, 27 indagati e 30 perquisizioni dei carabinieri. E’ passato un mese e nella convocazione dell’assemblea aperta  si legge: “Difesa di Bra, città della legalità, tra narrazione e realtà, alla luce dei recenti avvenimenti circa la presunta presenza della criminalità organizzata”.

Al dibattito parteciperà un numero limitato di persone in rappresentanza di istituzioni, partiti, sindacati e associazioni, con interventi contingentati e senza repliche. A causa delle norme anti covid-19 il pubblico ammesso nell’auditorium non potrà superare le 92 presenze con rispetto delle distanze di sicurezza e misurazione della temperatura all’ingresso.