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“Communal Living” a Cuneo

 “Communal Living”, il progetto dell’abitare inclusivo del Comune di Cuneo tra i finanziati dal Programma Innovazione Sociale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Aumentare la qualità delle relazioni sociali e il livello di inclusione attraverso nuove forme di abitare. È questo l’obiettivo di “Communal Living – Il progetto dell’abitare inclusivo”, proposta presentata dal Comune di Cuneo e ammessa al finanziamento nell’ambito del “Programma triennale dell’innovazione sociale” della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il decreto di finanziamento è stato pubblicato giovedì sul sito istituzionale del Dipartimento della Funzione Pubblica. Tra i 79 progetti candidati a partecipare al bando, quello cuneese ha ottenuto un finanziamento di 150.000 euro che saranno utilizzati per la prima fase di sperimentazione, cioè lo studio di fattibilità necessario per superare il secondo step ed accedere alle risorse per avviare la start up.

“Un’ottima notizia che ci permetterà di avviare subito gli studi per con un progetto nel quale crediamo molto – commenta l’Assessore Patrizia Manassero -. La città di Cuneo ha un alto numero di anziani, molti dei quali vivono soli, ma anche di famiglie che si trovano in difficoltà non solo per motivi economici, ma soprattutto dal punto di vista della vulnerabilità e della fragilità. Situazioni complicate che, dopo questi lunghi mesi di emergenza, rischiano di diventare ancora più pesanti e che stiamo affrontando trasversalmente in tutte le iniziative che come Amministrazione stiamo mettendo in campo”.

Il progetto “Communal Living” è stato elaborato partendo dai risultati dell’analisi dei bisogni realizzata del Tavolo del Ben-essere Cuneo istituito nel 2019 e da cui è emersa la necessità di migliorare la capacità inclusiva e le relazioni sociali. Miglioramenti che possono passare anche attraverso nuove politiche dell’abitare in grado di dare una risposta ai bisogni di chi ha limitate capacità di reddito o di autonomia fisica e a chi presenta altre fragilità di natura sociale (anziani soli oi persone con lievi disabilità, famiglie monoreddito, donne sole con figli, disoccupati, giovani…). L’idea alla base del progetto è quindi quella di mettere in campo forme diverse e integrate di “abitare”, come il “social housing” che raggruppa più nuclei abitativi con spazi e servizi in condivisione, il “co-housing” cioè la coabitazione all’interno di una stessa unità abitativa dove ognuno ha un proprio spazio oltre a quelli condivisi, l’“home sharing” in cui 2 o più persone (di pari età o no) condividono un’abitazione, ma anche mantenere le attuali residenze e rimanere indipendenti godendo però di una serie di servizi domiciliari o di strumenti di aiuto e sostengo. Prevista anche l’attivazione, anche grazie a moderni strumenti digitali e tecnologici, di una serie di servizi di assistenza e sostegno.

“Sono tutte azioni che ci permetterebbero di fornire soluzioni abitative sostenibili a chi ne ha bisogno, far uscire dall’isolamento le persone sole, alleggerire le famiglie nel dare assistenza agli anziani e ai disabili, ma anche dare la possibilità agli anziani di essere più autonomi in casa propria e ai giovani di scegliere Cuneo come città in cui venire a studiare o a vivere – sottolinea l’Assessore Manassero -. Insomma, un progetto ambizioso che potrebbe migliorare notevolmente la qualità della vita nella nostra comunità, ma anche innovativo come ha sottolineato la Ministra Fabiana Dadone che ringraziamo per l’interessamento”.

Insieme al Comune collaborano al progetto Open House Impresa Sociale Srl, Istituto di ricerca e formazione Eclectica Snc e Fondazione Crc. Nelle fasi iniziali saranno coinvolti anche il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, l’Asl Cn1 e la Caritas, che si occuperanno in particolare dell’analisi dei bisogni e dello studio di fattibilità.