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A 13 anni dalla tragedia del Molino Cordero di Fossano foto

16 luglio 2007, un bilancio terribile: 5 vittime, 4 vedove e 11 orfani. Le parole del sindaco, un volontario della Croce Bianca e i figli di una delle vittime

Fossano. Dal 2007 per Fossano il 16 luglio non è più un giorno qualsiasi.

Questa mattina l’Amministrazione Comunale ha celebrato la tragedia del Molino Cordero a 13 anni dalla terribile esplosione che costò la vita a Valerio Anchino, Mario Barale, Antonio Cavicchioli, Massimiliano
Manuello e Mario Ricca.

“Erano le 14.35 del 16 luglio 2007 quando alcune esplosioni in rapida successione cambiarono per sempre la nostra città, ogni fossanese ha impresso nella propria mente il luogo in cui si trovava quel pomeriggio. 5
famiglie che quel giorno non hanno più visto rientrare i propri cari dopo il lavoro. Morire sul luogo di lavoro è una cosa intollerabile ma purtroppo ancora troppo spesso questo accade, il mio appello oggi è rivolto a tutti i livelli istituzionali affinché facciano tutto quello che è in loro potere per evitare gli incidenti e le morti sul lavoro”
ha detto il primo cittadino di Fossano Dario Tallone.

Presenti alla cerimonia anche i rappresentati dell’Associazione 16 luglio 2007: per non dimenticare, Paolo Costamagna nel suo intervento ha ripercorso le tappe dell’Associazione creata subito dopo la tragedia e ha
ricordato che i soldi dei risarcimenti non potranno mai riportare in vita chi non è più tra di noi.

Il Sindaco Tallone ha poi ringraziato l’intera Giunta Comunale presente alla commemorazione, gli uomini e le donne dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine impegnate quel giorno nei
soccorsi.

Il Molino Cordero era uno degli stabilimenti storici della cittadina: dal 1950 l’impianto, a gestione familiare, si occupava di macinare e immagazzinare cereali e farine in grandi quantità, dando lavoro a 24 dipendenti. Quel 16 luglio di 13 anni fa faceva molto caldo, il clima era molto secco. Le condizioni migliori per favorire un incidente come quello che con un’esplosione di uno dei silos della farina, che uccise Mario Ricca, 45 anni e padre di due bambini. Poco dopo l’esplosione anche di una una cisterna poco distante, altri quattro operai, tra i 38 e i 52 anni, furono raggiunti dalle fiamme. Le ustioni riportate furono gravissime e moriranno tutti nelle settimane successive, tra il 27 luglio e il 2 agosto.

Un bilancio terribile: 5 vittime, 4 vedove e 11 orfani.

Un evento che segnò in maniera tragica la comunità di Fossano. Il mulino, in seguito, chiuse, lasciando quindi i lavoratori superstiti senza un impiego.

Anche Federico, volontario della Croce Bianca di Fossano, ricorda quel giorno: “Si faceva tutto di corsa per cercare i coinvolti più velocemente possibile, visto gente gravemente ustionata, era stato allestito il tendone per maxi emergenza, macerie e fumo ovunque con la cisterna che bruciava. Io non ero neanche di turno ma ero nei paraggi e mi sono fermato ad aiutare.”

I figli, Rudy e Mirko, della prima vittima della tragedia, l’autotrasportatore Mario Ricca sono oggi uomini e grandi lavoratori titolari di diverse panetterie nel cuneese, lo ricordano così: “Papà è l’esempio di tutti i giorni: ci ha insegnato a lavorare, posso dire che quello che siamo adesso è grazie a lui, noi siamo il suo specchio.”