Stop agli emendamenti sull’omnibus

Sono 5.740 gli emendamenti presentati sul disegno di legge sulla semplificazione (c.d. omnibus) in discussione a Palazzo Lascaris, ma "non sarà più possibile presentarne altri dopo la richiesta di contingentamento

Sono 5.740 gli emendamenti presentati sul disegno di legge sulla semplificazione (c.d. omnibus) in discussione a Palazzo Lascaris, ma “non sarà più possibile presentarne altri dopo la richiesta di contingentamento, se non con ampio accordo o modifiche tecniche, per assicurare tempi certi per l’approvazione definitiva del provvedimento”.

Questa l’interpretazione del regolamento proposta dal presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, e discussa ieri mattina dalla Giunta per il Regolamento. Forte contrarietà è stata espressa dalle opposizioni che hanno rilevato in particolare due criticità. Attraverso gli interventi in Giunta e nel pomeriggio in Aula di Raffaele GalloDiego SarnoAlberto AvettaDomenico RossiMaurizio MarelloDaniele Valle (Pd), Sean SaccoGiorgio BertolaFrancesca Frediani (M5s) e Mario Giaccone (Monviso) è stato chiesto di evitare forzature e di attenersi alla lettera del regolamento che prevede la possibilità di contingentamento per la legge finanziaria, il bilancio, il rendiconto, l’assestamento e per argomenti di rilevante importanza. Marco Grimaldi (Luv) ha inoltre sollevato un secondo nodo critico: il comma 6 dell’art.69 del regolamento prevede il contingentamento dei tempi del dibattito ma non delle votazioni, né stabilisce una data definitiva per approvare il provvedimento.

La nota del presidente Allasia specifica, su questo aspetto, che “per assicurare la certezza dei tempi di approvazione la prassi ha tenuto conto anche della tempistica necessaria per le votazioni”.

Alberto Preioni (Lega) si è detto a a favore dell’interpretazione, il contingentamento è una pratica legittima e diffusa in tutte le assemblee legislative che garantisce tempi certi. Gli omnibus, ha aggiunto, sono stati utilizzati da tutti nelle passate legislature.

Paolo Bongioanni (Fdi) ha riconosciuto come questa interpretazione sia deducibile anche dalla finalità stessa del contingentamento, ovvero contrastare l’ostruzionismo e ridurre i tempi. Per Carlo Riva Vercellotti (Fi) si deve andare avanti con il contingentamento, aprendo però al confronto con le opposizioni su alcune criticità del provvedimento, e ha concordato con Allasia sulla necessità di chiarire l’interpretazione dell’istituto del contingentamento in questa legislatura.

La discussione sul provvedimento riprenderà la prossima settimana, anche alla luce del confronto avuto tra il presidente Alberto Cirio e le opposizioni nel pomeriggio.