Presentazione domande emersione rapporti di lavoro dei cittadini extracomunitari, italiani e dell’Unione europea

Hanno preso il via oggi le procedure per la presentazione delle domande di emersione di rapporti di lavoro dei cittadini extracomunitari, italiani e dell’Unione europea e per il rilascio dei permessi di soggiorno temporaneo

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Da oggi hanno preso il via le procedure per la presentazione delle domande di emersione di rapporti di lavoro dei cittadini extracomunitari, italiani e dell’Unione europea e per il rilascio dei permessi di soggiorno temporaneo, così come sono disciplinate dal decreto interministeriale del 27 maggio.

A essere interessati sono i settori agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura, assistenza alla persona e lavoro domestico. Fino al 15 luglio i datori di lavoro potranno sottoscrivere un nuovo rapporto subordinato o dichiararne uno irregolarmente instaurato con cittadini italiani o stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’8 marzo. Le istanze in favore di cittadini extracomunitari devono essere presentate per via informatica: ad acquisire i pareri favorevoli di Questura e Ispettorato territoriale del lavoro sarà lo Sportello unico per l’immigrazione istituito nelle prefetture. Gli stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 in grado di dimostrare di aver svolto attività in questi ambiti professionali possono invece chiedere un permesso di soggiorno della durata di sei mesi presentando domanda pressi i 5.700 uffici postali dotati di “sportello amico”. Alla consegna del modulo presso lo sportello verrà rilasciata loro una ricevuta e saranno quindi convocati in Questura per l’esame della richiesta.

Intanto a Saluzzo sale la preoccupazione in vista dell’arrivo dei migranti che verranno impiegati nella raccolta della frutta, problematica che quest’anno è accentuata dall’emergenza sanitaria. Il problema principale, in questo momento, è quello delle soluzioni abitative che è necessario trovare per ospitare chi sarà impegnato nella raccolta. A provvedere dovrebbero essere gli imprenditori agricoli, ma a quanto pare non sempre è così e il rischio è che i braccianti trovino dei rifugi provvisori che li ospitino la notte, con tutti i rischi derivanti dalla convivenza di più persone negli stessi luoghi, spesso senza luce e acqua, con buona pace delle norme che prevedono il distanziamento e il divieto di assembramento.

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