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Online la piattaforma del Piano Strategico Banda Ultralarga

Online la nuova piattaforma del Piano Strategico Banda Ultralarga, con una mappa interattiva che consente di visualizzare ed esplorare i dati riguardanti lo stato di avanzamento dei cantieri, comune per comune. 

Mentre dal Piemonte, che punta sulla banda ultra larga, giunge l’allarme riguardante il rischio di perdere i finanziamento comunitari a livello nazionale è stata messa online la nuova piattaforma del Piano Strategico Banda Ultralarga, con una mappa interattiva che consente di visualizzare ed esplorare i dati riguardanti lo stato di avanzamento dei cantieri, comune per comune.

Si tratta di uno strumento che giunge a pochi giorni dalla diffusione del nuovo indice Desi della Commissione europea, che ha sì riconosciuto un aumento dell’attenzione nel nostro Paese, nel 2019, al tema del digitalizzazione, ma nonostante ciò colloca ancora l’Italia al 17esimo posto tra i Paesi dell’Ue in questo parametro, con un incremento di appena 4 punti percentuali nella connettività over 100 Mbps (dal 9% al 13%)”.

Le basi dati che alimentano la piattaforma, che è stata realizzata da Infratel in collaborazione con Accenture e Accurat, sono state rinnovate attraverso nuove fonti e regole di aggregazioni e verranno aggiornate con cadenza quotidiana.

Una nota spiega che le informazioni sono navigabili “a diversi livelli di aggregazione geografica (Italia, singola regione e comune di riferimento) e mettono a disposizione una serie di opzioni affinché l’utente possa visualizzare il dato per stato cantiere o per anno.

 Potrebbe essere la risposta a quanto esposto dall’assessore regionale all’Innovazione Matteo Marnati che in Consiglio regionale aveva detto che: “Da giugno 2019 abbiamo più volte sollecitato di acquisire un piano aggiornato da parte di Open Fiber che ci potesse fornire un quadro esaustivo in merito alla pianificazione dell’opera per poter informare tutti i soggetti interessati mentre al ministro competente si è evidenziato il rischio di perdere i fondi comunitari a causa del mancato raggiungimento dei target di spesa previsti nel 2019. Abbiamo anche sollecitato il governo a farsi carico di un preciso e dettagliato cronoprogramma, a velocizzare l’assegnazione delle risorse e a posticipare la conclusione delle opere entro il 2023”.