Oggi sciopero della didattica a distanza

Oggi è stato indetto lo sciopero della didattica a distanza, per spronare il governo a misure che consentano una ripresa regolare della scuola, di ogni ordine e grado, a settembre

La scuola chiuderà questo disgraziato anno scolastico il 9 giugno ma c’è ancora tempo per un sussulto di protesta in vista del prossimo anno, un gesto simbolico che si traduce nello sciopero della didattica a distanza indetto per oggi. E’ il Comitato Priorità alla scuola che, accogliendo le proposte giunte da gruppi di località diverse, invita a un’astensione massiccia dalla didattica a distanza dichiarando il 3 giugno il No Dad day. Anche in questo caso il web ci ha messo lo zampino perché la protesta è nata e si è diffusa sui social, attraverso pagine Facebook ma anche con il passaparola e gli appelli di chi sottolinea che bisogna smettere di fingere che questo anno scolastico sia stato svolto regolarmente e che abbia un valore.

E mentre viene indetta questa protesta – oggi vedremo come avranno risposto insegnanti e genitori – sta procedendo l’elaborazione delle regole sulla base delle quali ci sarà la ripartenza di settembre, con il premier Giuseppe Conte che giovedì incontrerà la ministra Lucia Azzolina, i sindacati, i rappresentanti degli studenti delle scuole paritarie, la Protezione Civile, Upi e Anci per fare il punto in vista delle attività scolastiche a settembre. L’obiettivo dichiarato, come ha anche ribadito la ministra Azzolina, è quello di riportare tutti, bambini e ragazzi, a scuola in presenza, senza didattica a distanza per i più grandi.

Sembrerebbero obiettivi comuni, tra genitori e insegnanti da una parte e il governo dall’altra,  ma a quanto pare per i comitati del No Dad day l’impegno del premier non è sufficiente perché quello che viene reputato necessario per settembre è che le scuole vengano riaperte tutte, di ogni ordine e grado, e per tutti, senza che vengano applicate riduzioni di orario, senza che vengano predisposti turni, senza la didattica mista e senza esternalizzazioni di metà del tempo-scuola.

Settembre è comunque dietro l’angolo e per il governo significa avere poco tempo per  reperire e mettere a disposizione le risorse necessarie, dal momento che bisogna investire in spazi adeguati e in misure di prevenzione ed è necessario aumentare massicciamente il personale docente e ata. Quella che serve, inoltre, è un’azione coordinata da parte del governo, che non deve lasciare spazio alle iniziative delle singole istituzioni scolastiche in una sorta di regime fai da te. E, infine, è da rivedere il fatto che lo Stato destini decine di miliardi alle imprese private mentre per la scuola pubblica è disponibile solamente un miliardo e mezzo in due anni.