L’Olmo non ci sta!

In vista dell'asta giudiziaria che assegnerà il marchio della fallita società calcistica A.C. Cuneo 1905, Riccardo Andreis, presidente dell'Olmo, società militante nel campionato di Eccellenza e con un fiorente settore giovanile, si toglie qualche sassolino dalle scarpe e interviene sulla questione.

L’asta giudiziaria per l’acquisizione del marchio del fallito AC. Cuneo 1905 è ormai alle porte e diventa l’occasione per un intervento deciso da parte del presidente dell’Olmo, Riccardo Andreis, che rivendica giustamente il ruolo che la società ricopre da anni nel panorama calcistico provinciale e cittadino. Non è piaciuto ad Andreis il mancato coinvolgimento da parte delle istituzioni nella rinascita non del calcio cittadino ma di quello legato al marchio del Cuneo 1905. E dai discorsi che in questi lunghi mesi si sono fatti sembrava quasi che, con il fallimento societario della squadra che militava in serie C, a Cuneo il calcio fosse finito. Il presidente Andreis ha voluto intervenire presentando il punto di vista dell’Olmo, anche per quanto concerne la partecipazione all’asta giudiziaria.

 “Siamo arrivati al limite – scrive Andreis nella lettera aperta che appare sul sito dell’Olmo – Per mia scelta sono rimasto fuori da polemiche e chiacchiere (tante) sulla possibile partecipazione della società da me presieduta all’asta per rilevare il marchio “A.C. Cuneo 1905”, ma ora dopo le critiche che qualcuno ci ha rivolto è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza e smentire tante falsità messe in giro. Facendo un passo indietro al fallimento dell’A.C. Cuneo 1905, mi chiedo perché, anche a livello istituzionale, la nostra società (sicuramente la più importante della città per il campionato al quale la prima squadra partecipa) non sia mai stata presa in considerazione per una ripartenza da un certo livello del calcio a Cuneo. Si è addirittura scritto che “si doveva trovare il modo per far rinascere il calcio in città”. Chi ha fatto queste affermazioni, ivi compresi certi organi di stampa, non si è reso conto di quello che non solo noi dell’Olmo, ma anche tutte le altre società cittadine e di frazione, facciamo? Centinaia di ragazzi di tutte le età che si allenano, imparano a stare insieme e partecipano a campionati di tutti i livelli non contano nulla? O c’è incompetenza o malafede o non so cos’altro!

Tornando alla storia recente, invece, in riferimento a quegli abbozzi di trattativa per una possibile fusione presto abortita per la mancanza di volontà della controparte, voglio stigmatizzare il comportamento scorretto a dir poco di chi ha diffuso notizie false e tendenziose sullo stato della nostra società, società che val la pena ricordare partecipa da ormai dieci anni al campionato di Eccellenza con una ossatura basata principalmente su ragazzi provenienti dal settore giovanile, un settore giovanile organizzato e affidato a persone di alto livello, sia dal punto di vista umano, sia dal punto di vista tecnico. La partecipazione a tutti i campionati regionali con le squadre agonistiche, la conferma per il quinto anno consecutivo quale Scuola Calcio Elite riconosciuta dalla Figc, le strutture gestite al meglio con continui investimenti migliorativi visibili a tutti: mi viene da affermare a testa alta e senza tema di smentite che l’Olmo non vivacchia, ma vive! Il nostro direttore generale Valter Vercellone ha dichiarato che era possibile un nostro interessamento all’acquisizione del marchio A.C. Cuneo 1905 per rilanciare lo stesso partendo da una livello alto nel panorama del calcio regionale. È vero, ci stiamo pensando. L’esperienza di persone che da oltre 30 anni operano nel calcio con passione e spirito di volontariato è sicuramente il nostro punto di forza”.