Quantcast

Il sindaco Claudio Baudino: “Chiusa Pesio esclusa dal progresso tecnologico”

A che punto è la fibra in paese?

Chiusa Pesio. La fibra: invocata come ancora di salvezza della DAD (Didattica a Distanza) e dello smart working, rischia di rimanere vittima anch’essa dell’emergenza coronavirus. I lavori iniziati a Chiusa di Pesio, infatti, sono fermi da tempo e la situazione di emergenza sanitaria che è venuta a frapporsi ha posto un’ulteriore battuta di arresto ai cantieri. Mentre l’amministrazione comunale continua a spingere da tempo Open Fiber, la società controllata da Enel e Cdp incaricata dei lavori, a dare tempi certi e a riprendere i lavori, è di queste ore la comunicazione secondo cui i cantieri in paese “dovrebbero” tornare attivi a fine giugno. Chiusa di Pesio, pertanto, continua a fare parte di quelle aree bianche del Paese escluse dal progresso tecnologico con forti ricadute socio-economiche e culturali.

“Per capire quanto sia importante la linea veloce basta rivolgere lo sguardo indietro di pochi giorni, quando la stragrande maggioranza delle persone era alle prese con il lavoro da remoto e la didattica a distanza”, afferma Claudio Baudino, il sindaco di Chiusa di Pesio. “L’emergenza che abbiamo vissuto, e che continuiamo a vivere, ha posto più mai sotto la lente di ingrandimento l’urgenza di un piano digitale uniforme in tutto il Paese, che non può continuare a essere appannaggio delle grandi città o di piccoli centri urbani a spot. Gli scorsi mesi sono giusto la punta dell’iceberg di un divario digitale che perdura da anni: alle aziende, agli studi di liberi professionisti, agli studenti e agli uffici comunali penalizzati da una rete obsoleta, vanno aggiunti i semplici cittadini che trovano difficoltà a scaricare fotografie, file pesanti e ad accedere a una realtà sempre più informatizzata. Tra le necessità ricorrenti del territorio, per non accelerare lo spopolamento delle montagne, vi sono necessariamente anche le infrastrutture informatiche, le vere autostrade dello sviluppo. Non disporre di tali servizi significa penalizzare ulteriormente lo sviluppo e la residenzialità. In qualità di sindaco, ho bisogno di avere tempi certi da dare ai miei concittadini: per questo chiederò a Uncem e ad Anci di supportare il nostro Comune verso la stesura completa della fibra ottica che ormai non sarebbe nemmeno più da interpretare come un salto nel futuro, ma un semplice passo nel presente”.